Prosegue il calo del contenzioso tributario: nel primo trimestre 2021 sono in diminuzione del 49% i nuovi ricorsi e le pendenze si riducono di circa il 9%. Crescono le definizioni (+39%) e le udienze svolte con modalità telematiche raggiungono il 20% del totale.

Alla data del 31 marzo 2021 le controversie tributarie pendenti, pari a 313.943, sono diminuite dell’8,73% rispetto al 31 marzo 2020; anche il raffronto con il dato del 31 dicembre 2020 registra, una diminuzione del 9,15%.

Nel primo trimestre 2021, le nuove controversie instaurate in entrambi i gradi di giudizio, pari a 25.044, risultano in diminuzione del 48,76% rispetto all’analogo periodo del 2020. Le controversie definite, pari a 56.652, registrano un aumento tendenziale del 39,15%.

Il contenzioso di valore inferiore a 50.000 euro diminuisce rispetto al primo trimestre
del 2020 (-59,80%, pari a -16.610 ricorsi), registrando volumi che sono inferiori anche
a quanto registrato nello stesso periodo del 2019 (-63,38%, pari a -19.322 ricorsi) e nel
primo trimestre del 2018 (-66,96%, pari a -22.627 ricorsi). “La riduzione – si legge – risente della legislazione emergenziale COVID-19 che ha comportato la proroga dei termini delle attività di controllo e di riscossione dei tributi”.

E’ quanto comunica il Mef.

Nel dettaglio, per quanto riguarda l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i contenziosi di valore inferiore a 50mila euro nel primo trimestre del 2021 sono stati 228, rispetto al 2020 sono calati del 47,59% (-207 ricorsi).

L’Adm è inoltre l’ente impositore che registra la percentuale più alta di esiti completamente favorevoli: il 69,57%, il cui valore economico (pari a 33,38 mln) costituisce il 67,73% del valore complessivo delle controversie definite in cui è parte lo stesso Ente. In riferimento alle percentuali di successo negli appelli, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è sempre al primo posto con il 66,77%, il cui valore economico è di 81,15 mln di euro, pari al 54,01% del valore complessivo degli appelli attivati contro lo stesso Ente.