Il Tar Emilia Romagna ha respinto – tramite ordinanza – i ricorsi presentati da due società contro il Comune di Castel San Giovanni e il Comune di Rottofreno, in provincia di Piacenza, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza di chiusura di due sale scommesse site nei rispettivi Comuni per via delle disposizioni regionali sul distanziometro.

Per il Tar, in entrambi i casi: “Rilevato che la ricorrente, titolare di un’agenzia di raccolta di scommesse sportive, ha impugnato il provvedimento con il quale la resistente Amministrazione ha ordinato ‘di provvedere alla chiusura dell’esercizio di scommesse (…) situato in posizione di incompatibilità con la vigente mappatura dei luoghi sensibili’; considerato, ad un primo sommario esame, che il provvedimento impugnato pare essere attuativo della delibera regionale n. 831 (adottata ex art. 6 bis della L.R. n. 18/2016), mai impugnata; ritenuto che, per quanto precede, il ricorso non sia sorretto da fumus e che pertanto non ricorrano i presupposti di cui all’art. 55 c.p.a..

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna, Sezione staccata di Parma, respinge l’istanza di sospensione. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese della presente fase cautelare, che liquida in € 1.000,00 oltre oneri di legge”.