Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno, Ufficio Territoriale del Governo Palermo e Questura Palermo in cui si chiedeva la riforma dell’ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) n. -OMISSIS-/2021.

Si legge: “Considerato che: allo stato degli atti e all’esito della delibazione sommaria che caratterizza la fase cautelare, non sembrano sussistere i presupposti necessari per riformare l’ordinanza gravata, sembrando l’appello sprovvisto del necessario fumus; il provvedimento di revoca è puntualmente motivato sulla base delle risultanze del controllo effettuato in data 31.10.2020 dal competente organo di polizia, dal quale è emerso che l’attività prevalente esercitata all’interno dell’esercizio era quella di un centro scommesse, sicchè non sussistono più le condizioni su cui si fondava il rilascio della licenza revocata, essendo venuto meno il presupposto oggettivo per l’esercizio dell’attività dì punto di gioco sportivo quale attività secondaria; quanto al paventato periculum, sussiste la possibilità, nell’ipotesi di esito positivo per la ricorrente del giudizio di merito, di conseguire, ricorrendone i presupposti, il risarcimento dei danni sofferti; le spese del presente grado di giudizio seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale respinge l’appello (Ricorso numero: 912/2021) e per l’effetto conferma la misura cautelare disposta in primo grado.

Condanna l’appellante alle spese di lite, liquidate in complessivi euro 1.000,00, più accessori di legge, se dovuti”.