Curioso ‘escamotage’ a Cesena da parte del titolare di una sala scommesse per riuscire ad evitare la chiusura imposta dal distanziometro previsto nella legge regionale, che impone per le attività in cui si può giocare una distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili, tra cui scuole, chiese, impianti sportivi, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.

In pratica è stato costruito un percorso delimitato da una rete metallica di oltre 130 metri che guida i giocatori verso l’entrata. “E’ una legge pazzesca – ha spiegato il titolare a CesenaToday.it – l’alternativa era chiudere. Non ritengo di essere furbo, e penso in questo modo di rispettare la normativa. Mi è stata contestata la presenza, come luogo sensibile, della chiesa di San Pietro Apostolo a 370 metri di distanza dalla sala. La legge richiede una distanza di almeno 500 metri, che ora è rispettata”.

“Il 12 agosto mi è stato notificato il provvedimento di chiusura – ho impugnato e ho fatto queste modifiche, ho presentato tutta la documentazione al Comune e sono fiducioso. Del resto mi pare che anche la sala bingo dell’Ippodromo abbia fatto o stia facendo una cosa simile. Chiudere l’agenzia sarebbe un dramma, significherebbe mandare a casa cinque lavoratori, togliere al quartiere un luogo di ritrovo ‘pulito’, non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema nella nostra agenzia. Ci sentiamo cittadini di serie b perché queste regole sono state imposte solo in alcune Regioni come Emilia Romagna, Puglia e Veneto”.