Annullata la sanzione di 30.000 euro al titolare di un locale dove nel 2014 sono state poste sotto sequestro sei apparecchiature, in ordine alla contestata violazione di cui all’art. 110, comma 9, lett. f), del R.D. n. 773/1931 (c.d. TULPS).

“In particolare, la violazione oggetto di accertamento era consistita nell’aver installato (consentendolo) nell’esercizio pubblico denominato XXX, con sede in Torino, sei apparecchi videoterminali non conformi alle caratteristiche e prescrizioni indicate nel comma 6, lett. b), dell’art. 110 TULPS e nelle disposizioni di legge e amministrative attuative di detto comma in quanto non collegati alla rete telematica realizzata da un concessionario autorizzato e condotta dal concessionario stesso che connette il sistema di gioco a quello di controllo, risultando, perciò, privi di un apparato di controllo da parte di AAMS di tutte le informazioni e dei dati relativi al sistema di gioco, i quali proponevano giochi simili agli apparecchi videoterminali di cui al citato art. 110, comma 6, lett. b), del TULPS, riscontrandosene la loro allocazione in una sala priva di autorizzazione ai sensi dell’art. 88 dello stesso TULPS, necessaria alla installazione di tali apparecchi, privi anche di codice di identificazione”.

Per i giudici “il precetto di cui al comma 9 f-ter dell’art. 110 dello stesso TULPS non è allora riferibile a chi, come supposto dalla Corte d’Appello di Torino, installa o comunque consente l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli ed associazioni (nella specie, un internet point) di computer che comunque abbiano una connessione internet, mediante la quale i clienti possano accedere al gioco on line, sulla base di login e conti personali, ove non si tratti di dispositivi provvisti quanto meno dello strumento di accettazione di gioco ad opera dell’utente, o di periferiche per il pagamento con denaro o carte. Poiché la condotta amministrativamente sanzionata deve essere assoggettata alla legge in vigore al tempo del suo verificarsi, neppure qui rileva la previsione del comma 9 f-quater dell’art. 110 TULPS, aggiunto dall’art. 27, comma 7, del d.l. 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26”.

“Agli effetti della sanzione amministrativa stabilita dall’art. 110, comma 9 f-ter, R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (c.d. TULPS), costituisce apparecchio videoterminale l’apparecchio da intrattenimento di cui all’art. 110, comma 6, lettera b, TULPS, da collegare alla rete telematica del sistema di gioco, ove comprensivo delle periferiche e dei dispositivi necessari per lo svolgimento del gioco, della connessione per la trasmissione dei dati, nonché dei dispositivi di inserimento, lettura ed erogazione di denaro, carte o ticket”.

La Corte “cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di cassazione, alla Corte d’appello di Torino”.