Giochi e probabilità di vincita. La Corte di Cassazione si esprime circa il risarcimento del danno a un giocatore che, dopo aver acquistato 400 tagliandi del Gratta e Vinci si accorge che gli stessi non recano le indicazioni sulla probabilità di vincita, così come previsto dal decreto Balduzzi. Va detto, in premessa, che i fatti si riferiscono al 2015.

Nel 2015 un cittadino si rivolse al Giudice di pace di Mercato San Severino portando in giudizio la società Lotterie Nazionali s.r.l. e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e esponendo: di avere acquistato vari tagliandi per la partecipazione alle lotterie istantanee (c.d. “gratta e vinci”) denominate “Nuovo maxi miliardario” e “Fantastici 1000”, per l’importo complessivo di euro 2.490; che i tagliandi di partecipazione alle suddette lotterie istantanee erano privi dell’avvertimento relativo alle probabilità di vincita del gioco, previsto dall’articolo 7, comma 5, d.l. 158/12; che in mancanza di quell’avvertimento, l’acquisto del tagliando doveva ritenersi nullo, o quanto meno annullabile per dolo determinante ai sensi dell’articolo 1439 c.c.. Chiese pertanto che fosse dichiarata la nullità del contratto di acquisto dei suddetti tagliandi o in subordine fosse annullato, con condanna degli enti convenuti alla restituzione del prezzo oltre che a un risarcimento del danno.

Per i giudici della Corte di Cassazione “lo stabilire quale sarebbe stata la condotta alternativa del danneggiato se fosse stato informato sulla probabilità di vincita è un accertamento di fatto insuscettibile di essere sindacato” e inoltre “ il motivo sarebbe comunque infondato, dal momento che l’accertamento della condotta illecita non è di per sé sufficiente all’accoglimento della domanda risarcitoria, occorrendo altresì l’accertamento del nesso di causa fra quella condotta ed il danno: nesso che, per quanto detto, il Tribunale ha escluso con giudizio non sindacabile in quella stessa sede”.