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(Jamma) Per la Corte di Cassazione il titolare di apparecchi da gioco è tenuto a verificare la regolarità degli stessi non potendo basarsi, esclusivamente, sulla dichiarazione del venditore.

La Corte di Cassazione ha infatti respinto il ricorso di un imprenditore, proprietario di apparecchi da gioco non conformi per cui l’azienda produttrice “aveva garantito l’assoluta legittimità delle postazioni Internet”, confermando che non si deduce “una erronea ricognizione, da parte del provvedimento impugnato, della fattispecie astratta recata da una norma di legge (che implicherebbe necessariamente un problema interpretativo della stessa). Di converso, nel caso di specie, si allega un’erronea ricognizione della fattispecie concreta a mezzo delle risultanze di causa, che è esterna all’esatta interpretazione della nonna di legge e inerisce alla tipica valutazione del giudice di merito, la cui censura è possibile, in sede di legittimità, sotto l’aspetto del vizio di motivazione.

Si aggiunga che nella doglianza non sono neanche menzionati i parametri violati, criticandosi la ricostruzione in fatto posta in essere dalla Corte d’appello, ricostruzione censurabile in questa sede solo quando si denunci, alla luce della nuova formulazione del n.5 del primo comma dell’art. 360, l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, il che non è avvenuto da parte dei ricorrenti”.

 

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