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Assegnato alle Commissioni Finanze e Affari Sociali della Camera l’esame in sede referente del disegno di legge presentato dalla Regione Veneto riguardante “Disposizioni per il divieto del gioco d’azzardo e per la prevenzione della diffusione del rischio legato al gioco d’azzardo nonché per la cura e la riabilitazione dei soggetti affetti da ludopatia”.

Sul testo sono state chiamate a rendere parere anche le Commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio, Cultura, Trasporto, Attività produttive, e Politiche dell’UE.

Il disegno di legge – approvato dal Consiglio Regionale nel giugno 2016 – era già stato assegnato nella scorsa Legislatura alle Commissioni Finanze e Affari Sociali che tuttavia non ne iniziarono mai l’esame. Con la nuova Legislatura, la Regione ha ripresentato il ddl.

CAPO I
DISPOSIZIONI RELATIVE AL DIVIETO DEL GIOCO D’AZZARDO

ART. 1. (Giochi d’azzardo vietati).

1. Sono giochi d’azzardo vietati quelli nei quali ricorre il fine di lucro, quelli in cui sono previste puntate di denaro e quelli nei quali la vincita o la perdita sono interamente o quasi interamente aleatorie. Tale divieto non si applica ai giochi d’azzardo gestiti dallo Stato, compresi le lotterie, nelle loro varie forme, le scommesse sugli eventi sportivi e il lotto, fatta eccezione per il lotto istantaneo.

2. Il divieto si applica ai giochi d’azzardo di cui al comma 1 in qualsiasi forma essi siano somministrati, compresi quelli esercitati attraverso apparati meccanici, elettronici, telematici, canali televisivi, telefonia fissa o mobile e rete internet.

ART. 2. (Introduzione dell’articolo 643-bis del codice penale).

1. Dopo l’articolo 643 del codice penale è inserito il seguente: « ART. 643-bis. – (Esercizio di giochi d’azzardo). Chiunque, in qualsiasi forma e luogo, promuove, agevola o detiene un gioco d’azzardo vietato a norma di legge è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa fino a euro 300.000. Le pene sono aumentate fino al doppio se sono presenti minorenni e in caso di utilizzo di animali. Sono luoghi del gioco d’azzardo i locali ad esso destinati, anche se lo scopo del gioco è dissimulato sotto qualsiasi forma, compresi i canali televisivi, la telefonia fissa o mobile, la rete internet e ogni altro mezzo con il quale è praticato il gioco d’azzardo vietato. Alla condanna per il delitto di cui al primo comma consegue l’applicazione delle seguenti pene accessorie: 1) la sospensione per tre mesi della capacità di ottenere l’autorizzazione a gestire un esercizio pubblico a la chiusura per tre mesi del canale televisivo e del sito internet attraverso il quale il gioco d’azzardo è stato somministrato. Nel caso di recidiva le pene accessorie di cui alla presente lettera si applicano senza limiti di tempo; 2) la confisca del denaro impiegato nel gioco d’azzardo, nonché dei locali, delle apparecchiature, delle macchine, degli animali e degli oggetti comunque utilizzati o funzionali rispetto al gioco d’azzardo; 3) la pubblicazione della sentenza ai sensi dell’articolo 36. Chiunque prende parte al gioco d’azzardo vietato di cui al primo comma è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 5.000. Alla stessa pena soggiace chi partecipa a giochi d’azzardo svolti per via telematica organizzati all’estero ».

ART. 3. (Abrogazioni).

1. Sono abrogati: a) gli articoli da 718 a 722 del codice penale; b) il comma 6 dell’articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, come sostituito dall’articolo 1, comma 525, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

ART. 4. (Disposizioni applicative).

1. Nei novanta giorni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge: a) non trovano applicazione gli articoli 1, 2 e 3, al fine di consentire la rimozione degli strumenti, attraverso i quali vengono somministrati i giochi d’azzardo vietati ai sensi dell’articolo 1, e la cessazione delle attività connesse agli stessi; b) è adottato, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un regolamento con il quale si provvede all’abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili con la presente legge. 2. Decorsi i termini di cui al comma 1, anche in mancanza del regolamento di cui al comma 1, lettera b): a) non trovano applicazione le disposizioni normative incompatibili con la presente legge; b) sono revocati le licenze, le autorizzazioni e i titoli comunque denominati rilasciati in base alle disposizioni abrogate ai sensi dell’articolo 3 e a quelle incompatibili con la presente legge.

CAPO II
DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE, PER LA CURA E PER LA RIABILITAZIONE DEI SOGGETTI AFFETTI DA GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO O DA LUDOPATIA

ART. 5. (Definizione di gioco d’azzardo patologico o ludopatia).

1. Il gioco d’azzardo patologico (GAP) o ludopatia, come definito dall’Organizzazione mondiale della sanità, è la patologia che caratterizza le persone affette da sindrome da gioco con vincite in denaro, il cui comportamento può compromettere le relazioni personali, familiari, patrimoniali e lavorative, determinando, altresì, la perdita di controllo sul comportamento di gioco che induce la persona alla coazione a ripetere condotte compulsive, assimilabili alle dipendenze da sostanze stupefacenti o psicotrope e da alcool, tali da arrecare grave deterioramento alla sua personalità.

ART. 6. (Livelli essenziali di assistenza per la cura del GAP e certificazione diagnostica).

1. I disturbi e le complicanze derivanti dal GAP sono inseriti nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA) a carico del Fondo sanitario nazionale e del Fondo per le politiche sociali. 2. Per le finalità di cui al comma 1, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro della salute, provvede a modificare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell’8 febbraio 2002, al fine di inserire il GAP nell’ambito di applicazione dei livelli essenziali di assistenza. 3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano predispongono, nell’ambito dei rispettivi piani sanitari e nei
limiti delle risorse indicati nel Fondo sanitario nazionale, progetti obiettivo, azioni programmatiche e altre idonee iniziative dirette ad assicurare i LEA socio-sanitari e socio-assistenziali, per i disturbi e le problematiche diagnosticati come conseguenza del GAP. 4. La certificazione della diagnosi di GAP è rilasciata da strutture socio-sanitarie pubbliche accreditate individuate dalle regioni e idonee ad assicurare prestazioni ambulatoriali, semiresidenziali, residenziali e domiciliari di diagnostica, di terapia medica, di terapia psico educativa, di riabilitazione e socio-assistenziali, nei casi in cui lo stato di salute consenta che queste possano essere erogate in regime di non ricovero. La certificazione di diagnosi di GAP, valida in tutto il territorio nazionale, dà diritto: a) all’esenzione dalla partecipazione al costo della spesa sanitaria; b) all’immediato accesso alle strutture dei presìdi regionali per la valutazione e la diagnosi, l’assistenza psicologica e farmacologica e il ricovero, se necessario, in centri specializzati nella cura della patologia; c) all’esenzione dalla partecipazione al costo per l’acquisto dei presìdi necessari al trattamento del GAP e alla tutela della qualità della vita.

ART. 7. (Divieto di pubblicità per i giochi d’azzardo).

1. È vietata qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, di comunicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in reti di raccolta, sia fisiche sia telematiche. 2. La violazione del divieto di cui al
comma 1 è punita con la sanzione amministrativa da euro 50.000 a euro 500.000. La sanzione è irrogata al soggetto che commissiona la comunicazione commerciale, la pubblicità, la sponsorizzazione o la promozione, al soggetto che le effettua, nonché al proprietario del mezzo con il quale esse sono diffuse. 3. I proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni di cui al comma 2 sono destinati alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo, ai sensi dell’articolo 1, comma 133, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e confluiscono nel Fondo per il GAP istituito dall’articolo 1, comma 946, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

ART. 8. (Norma finanziaria).

1. Le minori entrate a valere sul titolo 1 « Entrate tributarie » del bilancio pluriennale 2016-2018, quantificate in euro 4.500.000.000 per l’esercizio 2017, sono compensate nel medesimo esercizio riducendo: a) di euro 300.000.000 l’autorizzazione di spesa del programma 5.2 e di euro 100.000.000 l’autorizzazione di spesa di ciascuno dei programmi 5.3 e 5.4, afferenti alla missione 5 « Difesa e sicurezza del territorio »; b) di euro 1.500.000.000 l’autorizzazione di spesa del programma 11.5, afferente alla missione 11 « Competitività e sviluppo delle imprese »; c) di euro 250.000.000 l’autorizzazione di spesa del programma 2.2, afferente alla missione 2 « Amministrazione generale e supporto alla rappresentanza generale di Governo e dello Stato sul territorio»; d) di euro 1.250.000.000 l’autorizzazione di spesa del programma 33.1 e di euro 1.000.000.000 l’autorizzazione di spesa del programma 33.2, afferenti alla missione 33 « Fondi da ripartire ».

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