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“Combattere la ludopatia vietando la pubblicità dei giochi legali è come combattere l’alcolismo vietando la pubblicità dell’Amaro Averna.

Tutti noi, naturalmente, vogliamo contrastare la ludopatia e quindi possiamo condividere il tentativo fatto dal governo con questo provvedimento, ma riteniamo inaccettabile l’idea stessa che il gioco patologico si possa combattere vietando la pubblicità di qualsiasi gioco legale. L’unico effetto che questo provvedimento rischia di produrre è di premiare e far aumentare il gioco illegale finanziando non lo Stato ma la malavita organizzata”.

E’ quanto dichiarato dal vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, Sestino Giacomoni (Fi).

La pubblicità dei giochi legali non andrebbe vietata, ma semmai utilizzata per educare i giocatori ad un gioco consapevole e responsabile, mettendo definitivamente al bando i giochi illegali.

Purtroppo l’esame dell’art.9 del dl Di Maio in commissione inerente la ludopatia rappresenta un esempio di come l’esame del testo stia avvenendo nella totale disattenzione dei membri del governo e della maggioranza. Per questo ho chiesto al Presidente della Commissione di sospendere i lavori per dare il tempo ai deputati della maggioranza e soprattutto a quelli della Lega di leggere almeno la prima pagina del Corriere della sera in cui c’è testualmente scritto: “Decreto Dignità: rivolta contro le nuove norme. I 600 industriali veneti: ‘il governo ci rovina’. Noi vi abbiamo votato, ma così ci rovinate”. Si tratta di imprenditori che si sentono traditi soprattutto a causa dei vincoli e dei costi sui contratti a tempo determinato così come riformati dal decreto. Spero perciò che il governo e i parlamentari della maggioranza possano porre riparo agli errori già fatti. Mi auguro che in Commissione, quando passeremo all’esame degli articoli inerenti il mercato del lavoro, la maggioranza possa accettare i nostri emendamenti migliorativi di un decreto che non ha, purtroppo, nulla di dignitoso”.

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