C’è un diffuso scetticismo sul distanziometro come strumento di contrasto al gioco d’azzardo. E’ quanto emerge da una ricerca qualitativa condotta da BVA Doxa e finanziata da Codere Network S.p.A. che ha coinvolto gli stakeholders del comparto del Gioco legale.

La distanza minima dai luoghi sensibili, secondo la ricerca, di fatto scoraggia il giocatore sociale, attuando una prevenzione su chi non ne ha bisogno, ma spinge invece il giocatore problematico o patologico verso altre soluzioni e canali di gioco, spesso più rischiosi.

  • Perché, a causa dei molti luoghi sensibili – frutto di sovra-legiferazioni territoriali rispetto alla cornice normativa di partenza – si indebolisce il presidio del gioco legale nel tessuto urbano del territorio, lasciando campo libero all’offerta illegale.
  • Perché si rivela di fatto una misura espulsiva, che rende impossibile la ricollocazione dell’attività, con pesanti risvolti di ordine economico e occupazionale.

Emerge da parte di molti un generale scetticismo rispetto alle normative che negli ultimi anni hanno interessato il comparto del gioco lecito, sia nella ratio di fondo, sia nella declinazione concreta, sia infine nelle conseguenze che tale sistema di norme sembra aver effettivamente prodotto. Alla base, specialmente per le categorie degli operatori gioco e del mondo sindacale, presupposto di partenza fondamentalmente errato, che ha orientato in modo scorretto tutto il successivo impulso di legiferazione.

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I risultati della ricerca

Sintesi della ricerca

La voce dei giocatori

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Nota informativa (Delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, n. 256/10/CSP del 9 dicembre 2010, all. A, art. 4)

Soggetto realizzatore: Doxa SpA – Milano. Soggetto committente e acquirente: Codere Network S.p.A.. Estensione territoriale del campione: nazionale. Consistenza numerica del campione: 22 interviste. Data di esecuzione: novembre-dicembre 2021.

Il document complete relative al sondaggio è disponibile sul sito www.agcom.it