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Il Tar Lombardia ha dichiarato inammissibile il ricoro presentato da alcuni operatori di apparecchi da intrattenimento contro il regolamento no-slot del Comune di Brescia. Per il Tribunale Regionale “il contenuto del regolamento censurato trova, dunque, il proprio fondamento nella legge – del cui testo è, per gran parte, riproduttivo – salva, ancora una volta, la non attualità della lesività in relazione a quelle voci del primo comma dell’art. 7 del regolamento che individuano aree precluse alle nuove installazioni in ragione delle previsioni di diversi strumenti urbanistici, in mancanza dell’adozione e della conseguente impugnazione degli atti attuativi di natura urbanistica.

Ne risulta esclusa, allo stato, ogni lesione della competenza normativa regionale.

Precisato, dunque, che il contenuto del regolamento non pare determinare la temuta “totale interdizione del gioco legale” nel Comune di Brescia, anche l’ultima censura, volta a sostenere l’illegittimità delle misure adottate, in quanto in contrasto con il principio di uguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, richiamato quanto detto in ordine alla natura in parte riproduttiva e in parte non ancora lesiva del regolamento, non può che essere dichiarata inammissibile.

Il ricorso introduttivo risulta, dunque, totalmente inammissibile, mentre le spese del giudizio possono trovare compensazione tra le parti in causa, attesa la particolarità della vicenda e la soccombenza virtuale del Comune nel ricorso per motivi aggiunti.

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