Credito d’imposta sugli affitti per sale giochi, scommesse e esercizi commerciali? I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Niente credito d’imposta sull’affitto ad eccezione dei locali C/1. E’ l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate alla disposizione prevista dal Decreto Cura Italia.

Secondo quanto precisato dall’Agenzia nella circolare del 3 aprile scorso l’articolo 65 del Decreto prevede “un credito d’imposta, a favore dei soggetti esercenti attività di impresa, pari al 60 per cento delle spese sostenute per il mese di marzo 2020 per canoni di locazione purché relativi ad immobili rientranti nella categoria catastale C/1”. L’importo può essere utilizzato –come precisato con la risoluzione n. 13/E del 20 marzo 2020 –a partire dal 25 marzo 2020 esclusivamente in compensazione, utilizzando il Modello di pagamento F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate attraverso il codice tributo “6914”, denominato «Credito d’imposta canoni di locazione botteghe e negozi –articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18».

L’articolo 65 del Decreto espressamente specifica che gli immobili oggetto di locazione (per cui è possibile fruire del credito d’imposta) devono essere classificati nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe). Restano, quindi, esclusi dal credito d’imposta previsto dal Decreto i contratti di locazione di immobili rientranti nelle altre categorie catastali anche se aventi destinazione commerciale, come ad esempio la categoria D/8, ovvero una categoria molto ampia di fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni. Lo stesso vale per i fabbricati utilizzati per le esigenze di un’attività industriale.

Altro chiarimento riguarda l’avvenuto pagamento del canone. L’Agenzia chiarisce che l’agevolazione ha la finalità di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica nei confronti dei soggetti esercitanti attività d’impresa nell’ambito della quale risulta condotto in locazione un immobile in categoria catastale C/1. Ancorché la disposizione si riferisca, genericamente, al 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, la stessa ha la finalità di ristorare il soggetto dal costo sostenuto costituito dal predetto canone, sicché in coerenza con tale finalità il predetto credito maturerà a seguito dell’avvenuto pagamento del canone medesimo.