Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha accolto – tramite ordinanza – due ricorsi contro Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della nota (…) con cui l’Agenzia delle dogane e dei monopoli – Direzione Giochi – Ufficio Bingo ha rigettato l’istanza formulata dalla ricorrente al fine di conseguire la rideterminazione della misura del canone mensile, riferito alla concessione per la gestione del Gioco del Bingo n. (…), per il residuo periodo di proroga tecnica della concessione in questione, riducendolo da Euro 7.500,00 ad Euro 2.800,00; ove lesiva, della circolare prot. n. 2018/ 2115 adottata in data 8 gennaio 2018 (che non risulta direttamente comunicata o notificata alla ricorrente), con la quale l’Agenzia delle dogane e dei monopoli – Direzione centrale gestione tributi e monopolio giochi – Ufficio Bingo, in attuazione di quanto previsto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, articolo 1, comma 1047, ha comunicato ai concessionari del Bingo, ivi compresa la ricorrente, che “le somme mensili dovute dai concessionari per la prosecuzione in proroga della gestione delle concessioni sono rideterminate in euro 7.500 ed euro 3.500 rispettivamente per ogni mese o frazione di mese superiore a quindici giorni ovvero per ogni frazione di mese inferiore a quindici giorni” e che “pertanto, a far data dal 1° gennaio 2018 le SS. LL. sono tenute a versare gli importi rideterminati anzidetti ferme restando le modalità e i termini di versamento ad oggi previsti”; ove lesiva, della circolare prot. n. 2016/700 adottata in data 5 gennaio 2016 dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli – Direzione centrale gestione tributi e monopolio giochi – Ufficio, che non risulta direttamente comunicata o notificata alla ricorrente; di ogni altro atto anteriore, successivo, preordinato, connesso e consequenziale, ancorché non noto, che, comunque, possa ledere gli interessi della ricorrente;

nonché per la disapplicazione, per contrasto con gli articoli 49-55 e 56-62 del TFUE, e/o rimessione alla Corte costituzionale, per contrasto con gli articoli 3, 41, 42, 97 e 117 della Costituzione, dell’articolo 1, comma 1047, della legge n. 205 del 2017, recante modifiche all’articolo 1, comma 636, della legge n. 147 del 2013;

per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Gioco 2000 S.R.L. il 18\12\2020: per l’annullamento previa concessione delle più idonee misure cautelari: della nota prot. n. 438294/RU adottata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli – Direzione Giochi – Ufficio Bingo in data 2 dicembre 2020, comunicata a mezzo posta elettronica certificata, con cui è stata rigettata la richiesta formulata dalla società ricorrente in data 6 novembre 2020;

Si legge: “Ritenuto:

– che le censure formulate dalla ricorrente richiedano un approfondimento non compatibile con la sommarietà della presente fase cautelare, anche in ragione della pendenza delle questioni pregiudiziali di legittimità costituzionale sollevate da questa Sezione con ordinanze n. 4021 e n. 4022 del 26 marzo 2019 (rispettivamente rese nei giudizi numeri di registro generale 2839 e 3333 del 2018);

– che il ricorso sia prima facie sostenuto dal requisito del periculum in mora, atteso il pregiudizio economico dedotto dalla ricorrente in relazione alla situazione di grave insostenibilità economico-finanziaria del canone concessorio, come da ultimo rideterminato dall’amministrazione in ossequio all’art. 1, comma 1047, della l. n. 205/2017 (di modifica dell’art. 1, comma 636, della l. n. 147/2013), anche alla luce dell’attuale fase emergenziale;

– che il requisito del periculum in mora nei termini sopra prospettati non può ritenersi attenuato dalle previsioni introdotte dall’articolo 1, commi 1130-1133, della legge di bilancio 2021 in quanto le stesse non incidono sull’ammontare del canone richiesto ma si limitano a dilazionarne il pagamento alla luce delle oggettive difficoltà che il settore sta attraversando nella fase emergenziale ancora in atto;

– che al lamentato pregiudizio possa ovviarsi sospendendo, nelle more della definizione della presente controversia, l’efficacia del gravato provvedimento di diniego nonché stabilendo, a garanzia degli interessi patrimoniali dell’amministrazione, che – fino al momento della pubblicazione della sentenza di merito che definirà il giudizio – la ricorrente (avuto riguardo al canone originariamente previsto con la costituzione del rapporto concessorio) versi all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la somma di euro 2.800,00 mensili e, per la restante parte e fino alla copertura dell’intero ammontare del canone preteso (pari ad euro 7.500,00), presti fideiussione bancaria o assicurativa (ulteriore rispetto alla cauzione già prestata), proporzionata alla differenza di canone non corrisposta per dodici mesi, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione o dalla comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza, con l’avvertenza che la mancata prestazione di tale garanzia comporterà l’automatica perdita di efficacia della disposta misura cautelare.

Rilevato, inoltre, che la Sezione con le citate ordinanze n. 4021/2019 e n. 4022/2019 – motivatamente dubitando della legittimità costituzionale del citato art. 1, comma 1047, della l. n. 205/2017 – ha rimesso alla Corte Costituzionale, ai sensi dell’art. 23 della l. n. 87/1953, le questioni di compatibilità di tale disposizione con gli artt. 3 e 41 della Costituzione;

Considerato che il suddetto rinvio riguarda norme e questioni rilevanti nel presente giudizio, di cui, pertanto, occorre disporre la sospensione ai sensi del combinato disposto degli artt. 79 c.p.a. e 295 c.p.c.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) accoglie l’istanza cautelare e, per l’effetto, sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati, nei modi e nei termini illustrati in motivazione.

Sospende, altresì, il giudizio sino alla pronuncia della Corte Costituzionale sulle questioni di cui in motivazione”.