“Non voglio negare o ignorare il problema del gioco patologico, ma occorre educare al gioco qualsiasi esso sia. Col proibizionismo non si è mai risolto nulla, ancor meno se mascherato e che serve solo a fare cassa”. Così Eugenio Bernardi, gestore di apparecchi da gioco legale e consulente tecnico giuridico nel settore da 37 anni, consigliere Sapar.

“Siamo additati come quelli che si arricchiscono rovinando famiglie o evadendo chissà quali imposizioni, ma bisogna rispettare chi lavora nella legalità. Ormai il messaggio predominante è questo. Ma gli sbandierati rimedi contro il dilagare del gioco che se pur legale si insinua essere fuorviero di chissà quali inganni, sono danni alle nostre attività. La guerra alle sole imprese di gestione di apparecchi da gioco deve terminare. Per me imprenditore, per i miei dipendenti e per la mia e le loro famiglie non ci sono più diritti? Attraverso un collaudato sistema d’imposizione assistiamo a continui aumenti del Prelievo Erariale Unico, l’abbassamento delle vincite che è a discapito dei giocatori sempre e comunque”.

Bernardi attacca le ultime dichiarazioni espresse dll’amministrazione comunale di Monza.

“Nelle parole del sindaco sono presenti due gravi inesattezze, Allevi finisce, come spesso accade, per confondere la spesa dei giocatori con la raccolta e dimentica di considerare quelle che sono le vincite dei giocatori. La spesa effettiva dei giocatori, infatti, è sempre il giocato meno il vinto perchè semplicemente gran parte del giocato torna per legge proprio nelle tasche dei giocatori”. Inoltre: “In seguito a una legge nazionale le slot in Italia hanno subito una riduzione del 35% nei primi 4 mesi del 2018 su tutto il territorio italiano. Pertanto la riduzione del 25% in 3 anni a Monza non solo non è avvenuta grazie al sindaco, ma è anche inferiore alla media nazionale. Siamo abituati ad amministratori che pensano ad accaparrare facile consenso prendendo di mira l’unico settore che viene ritenuto sacrificabile, dimenticando le migliaia di addetti che ne fanno parte e la funzione di queste aziende, cruciale per la raccolta per contro delo Stato e per il mantenimento della legalità”.

Infine un pensiero sull’alcol: “Produce migliaia di morti all’anno e numeri 10 volte superiori alla dipendenza da gioco, ma nessuno se la prende con il prodotto in sé. A nessuno viene in mente di vietare la somministrazione vicino a una chiesa o a una scuola! Qui si può bere ma non si può giocare”.