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(Jamma) – Il tecnico esperto dei giochi Eugenio Bernardi avverte le diverse rappresentanze degli operatori e le aziende in esercizio nella Regione Emilia Romagna che entro il 3 luglio si dovrebbe comunicare alle istituzioni di competenza un parere sulle disposizioni in programma di attuare.

Bernardi precisa: “Ho già scritto qualcosa, ma devono essere le associazioni a fare le osservazioni, in pratica la Delibera in esame non permette più nessuna installazione di apparecchi nei locali pubblici e nessuna nuova apertura di qualsiasi attività di sala giochi. C’è tempo fino al 3 luglio per fare queste osservazioni, io mando la mia, vedete di mandarne una vostra, le mie analisi sono semplici ma sarebbe meglio fossero condivise e supportate da un esperto di urbanistica”.

Le perplessità di Bernardi rispetto al provvedimento sono molto chiare: “Leggendo l’ordinanza sono evidenti i motivi del contrasto fra le due delibere aventi comunque sempre per oggetto NORME PER IL CONTRASTO, LA PREVENZIONE, LA RIDUZIONE DEL RISCHIO DELLA DIPENDENZA DAL GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO, NONCHÉ DELLE PROBLEMATICHE E DELLE PATOLOGIE CORRELATE.

Partendo da un errore fondamentale che la regione Emilia Romagna ha compiuto sin dalla prima stesura (che in altre regioni non è avvenuto e di cui Bernardi ha già segnalato alla Regione a cui ha risposto il Presidente Bonaccini n.d.r.) si confondono le varie tipologie sia di locali che degli apparecchi da gioco installabili nei medesimi.

Aprire una sala giochi (art.86 del TULPS) è cosa diversa rispetto aprire una sala VLT o sala scommesse (art.88 del TULPS e autorizzata dal Questore) al cui interno si possono installare terminali VLT del comma 6/b del 110 del TULPS.

Per quanto riguarda il discorso degli oneri e delle norme urbanistiche ed edilizie a cui ci si deve attenere la relativa SCIA, si deve tener conto che installare 2/4 apparecchi comma 6/a (AWP o New Slot che sia) in tutta Italia è consentito perché il bar o l’esercizio pubblico è già comunque autorizzato possedendo l’art.86 del TULPS (precisazione del Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza con una propria nota, 17 dicembre 2008) e generalmente non ha bisogno di nessun intervento edilizio o urbanistico che dir si voglia, ma semplicemente degli spazi del locale stesso.

La Regione Emilia Romagna con la sua delibera ha scavalcato e violato lo spirito della legge LEGGE REGIONALE 04 luglio 2013, n. 5 deliberando lo spostamento delle sale giochi e o sale scommesse esistenti se nel raggio dei 500 metri dai luoghi sensibili, non previsto nella legge.

Il comune di Parma ha addirittura reso impossibile tale spostamento limitando tali attività praticamente sulla totalità del suo territorio, ma non solo alle sale giochi o sale scommesse, di fatto ha vietato anche alla possibilità di installare gli apparecchi da gioco nei pubblici esercizi.

Non sono un architetto ma l’errore e il conflitto del combinato delle due norme se applicato non comporta l’effetto espulsivo di tutto il gioco legale e autorizzato dallo Stato ma solo per quello raccolto con gli apparecchi del 110 TULPS comma 6/a, comma 6/b. Inoltre leggendo la nota del Dirigente responsabile Giovanni Santangelo sembra valere anche per i videogiochi inquadrati nei comma 7 del 110 TULPS che sono apparecchi di puro intrattenimento.

L’ordinanza del Comune di Parma è disposta senza il conforto di alcuno studio, richiama genericamente quelli del Comune di Bergamo, ovvero altra realtà, e non può trovare le motivazioni dalle generiche e non confermate dichiarazioni circa un aumento dei malati di gioco patologico. Infine non trova riscontro nel Report di Attività Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche 2014 e 2015”.

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