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(Jamma) Mettete un freno alla grave confusione del Pd sul gioco d’azzardo. E’ quanto chiede il deputato del M5S Massimo Baroni. “Oggi sappiamo che il Pd aderirà alla protesta contro l’iniziativa della Regione Liguria, sostenuta da Toti e Lega, di prorogare i termini della scadenza dell’entrata in vigore della Legge Regionale che impone la chiusura agli esercizi pubblici che non rispettano la distanza di 500 mt dai luoghi sensibili. E’ lo stesso Pd che nel Lazio non avrebbe permesso l’approvazione dell’ordine del giorno che impegna il Consiglio Regionale ha introdurre le distanze minime . Si tratta dell’ordine del giorno a firma della nostra Valentina Corrado approvato, durante la seduta consiliare del 15 febbraio, l’ordine del giorno che impegna la Giunta regionale ad introdurre una norma che vieti la nuova istallazione di apparecchi per il gioco d’azzardo nei locali situati ad una distanza inferiore ai 500 metri dall’ingresso di scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sanitarie, oratori e luoghi di aggregazione giovanile. La stessa norma darà facoltà agli enti comunali non solo di individuare autonomamente ulteriori luoghi sensibili, bensì di prevedere incentivi per i titolari di esercizi che rimuoveranno slot machine e videolottery oppure che decideranno di non istallarle. L’approvazione di quest’ordine del giorno è dovuta al voto favorevole delle forze di opposizione che hanno appoggiato la proposta nonostante la contrarietà della giunta e del Partito Democratico, che al momento del voto risultava essere in inferiorità numerica date le assenze. La necessità di imporre questi limiti nasce dal fatto che la legge per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico approvata nel 2013 dalla Regione Lazio risulta essere ad oggi lacunosa e non pienamente attuata: è fissato il principio di distanza rispetto ai luoghi sensibili ma, non essendo disciplinato, risulta inapplicabile” .

Diverse regioni, tra cui  Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto hanno tentato di arginare questo problema inserendo anche dei limiti di distanza esattamente come abbiamo proposto noi.

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