“Nel 2020 tra le imposte indirette, oltre al gettito dell’IVA (-12 miliardi; -10,8 per cento), si è ridotto quello delle accise sugli oli minerali (-4,5 miliardi; -17,2 per cento), dell’IRAP (-4,1 miliardi; -16,9 per cento) e dell’imposta su lotto e lotterie (-3,3 miliardi; -30,7 per cento). (…) Nel 2020 è aumentato l’indebitamento, interrompendo la riduzione che proseguiva pressoché ininterrotta dal 2011. I debiti finanziari sono saliti al 76,9 per cento del PIL, mantenendosi a un livello inferiore rispetto alla media dell’area dell’euro. La leva finanziaria è cresciuta di 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente, per effetto soprattutto della flessione del valore di mercato del patrimonio; al netto delle disponibilità liquide, significativamente aumentate in seguito all’espansione del risparmio di impresa, la leva si sarebbe invece leggermente ridotta. Gli andamenti sono assai eterogenei tra settori, con aumenti del debito più pronunciati per le aziende dei comparti maggiormente interessati dalle misure di contenimento (alloggio e ristorazione, intrattenimento)”.

E’ quanto si legge nella relazione annuale sul 2020 della Banca d’Italia pubblicata oggi.