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(Jamma) – Gioco d’azzardo e difficoltà a trovare lavoro, di seguito una mappa che mostra dove esiste una correlazione tra una raccolta e una disoccupazione superiori alla media nazionale.

Per raccolta si intendono tutti i soldi che sono stati puntati, in questo caso in tutte le tipologie di gioco, dalle macchinette al superenalotto. Nel computo rientrano anche i soldi vinti e puntati nuovamente dai giocatori. Ad esempio l’euro vinto al gratta&vinci e subito speso per acquistare un nuovo tagliando.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito al Sole24Ore i numeri relativi al primo semestre dello scorso anno su base comunale. Infodata ha quindi elaborato il valore della raccolta pro capite su base provinciale.

Già perché per il tasso di disoccupazione, che arriva da Istat ed è riferito all’intero 2017, questo è il maggior livello di dettaglio disponibile. Detto questo, quando i dati vengono trasferiti su una mappa, il risultato è questo:

Le aree da osservare con maggiore attenzione sono quelle colorate di arancione. È qui infatti che convivono una disoccupazione più alta della media, pari lo scorso anno all’11,21%, e una raccolta dal gioco d’azzardo superiore a quella nazionale, che nel primo semestre del 2017 ha raggiunto i 614,39 euro pro capite. Lazio, Campania e Abruzzo sono le regioni in cui questo fenomeno appare essere più frequente. Anche se non mancano province del centro Nord come Alessandria, Massa-Carrara e Pistoia.

Se si prende in considerazione il tasso di senza lavoro nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, la situazione non è molto differente. Se non per il fatto che ci sono due province del Nord che si aggiungono all’elenco di quelle in cui convivono raccolta e disoccupazione giovanile sopra la media. Ovvero Vercelli e Rovigo. Elenco nel quale figura anche la provincia di Roma.

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