Il Centro Operativo DIA di Roma ha confiscato definitivamente, su disposizione dalla suprema Corte di Cassazione, l’intero patrimonio di tre soggetti arrestati nel 2015 per usura ed esercizio del gioco d’azzardo aggravato.

Le relative indagini, condotte dalla DIA tra il 2014 e il 2015, accertavano la loro responsabilità nell’ideazione e nella gestione di un articolato sistema di usura ai danni di cittadini ed imprenditori locali in crisi economica, molti dei quali col vizio del gioco d’azzardo.

Il sodalizio operava attraverso metodiche ben rodate, finalizzate alla concessione di prestiti a tasso usuraio, con interessi annuali che in alcuni casi raggiungevano il 120%, per un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro.

L’odierna attività, che segue il sequestro operato nel 2016, con decreto emesso dal Tribunale di Roma su proposta del Direttore della DIA, sulla base di una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati rispetto all’effettivo patrimonio da loro posseduto, ha consentito di acquisire definitivamente nella disponibilità dello Stato beni per oltre 30 milioni di euro.