Nelle mattinata di ieri 21 luglio 2020, personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di due soggetti ed al provvedimento di sequestro preventivo di una ditta che gestiva una sala scommesse sita nella zona sud della città di Messina.

L’azione investigativa in questione rappresenta l’epilogo delle più recenti indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina – Direzione Distrettuale Antimafia su fattispecie delinquenziali poste in essere nel campo della fittizia intestazione di beni e dello spaccio di sostanze stupefacenti.

A dare la stura all’odierna attività sono state le informazioni di un collaboratore di giustizia. Scandagliando le dichiarazioni del collaboratore, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Messina hanno focalizzato l’attenzione su svariati soggetti, tra i quali gli odierni indagati.

L’operazione convenzionalmente denominata “Predominio”, condotta nel dicembre del 2019 dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia messinese – come altre e precedenti indagini condotte dalla Squadra Mobile di Messina, tra cui quella denominata “Totem” – aveva già fatto emergere, in modo prepotente, l’interesse delle consorterie mafiose operanti in città per il remunerativo settore della gestione delle sale slot e delle sale scommesse.

Per quanto attiene all’esecuzione di ieri 21 luglio 2020, il quadro restituito dalle investigazioni ha consentito di lumeggiare plurime condotte di cessione di sostanze stupefacenti a favore di persone diverse da parte di uno degli indagati. Un altro nel corso delle indagini si è reso “protagonista” di una fittizia intestazione ad un giovane parente, insospettabile perché incensurato, di una sala giochi sita nella zona sud della città, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione, così integrando la fattispecie di cui all’art. 512 bis c.p.

Condividendo il quadro indiziario raccolto dagli investigatori della Squadra Mobile, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, nella persona dei Pubblici Ministeri titolari delle indagini, richiedeva ed otteneva – dal competente Giudice per le Indagini Preliminari – due misure cautelari nei confronti dei due soggetti ai quali, il relativo provvedimento limitativo della libertà personale, veniva notificato in carcere poiché detenuti per altre cause.

Oltre agli arresti domiciliari per uno dei due e l’obbligo di presentazione alla p.g. per l’altro, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo – strumento di aggressione ormai insostituibile nelle strategie di contrasto ai patrimoni illecitamente accumulati – di una ditta individuale formalmente intestata ad un congiunto di uno dei due ma, di fatto, riconducibile a quest’ultimo per la gestione di una sala scommesse. Anche all’anzidetto provvedimento è stata data esecuzione nelle mattinata di ieri.