Nella mattinata odierna, militari della Guardia di Finanza di Potenza – Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata, nel contesto dell’operazione denominata “Pokerissimo” hanno dato esecuzione ad un decreto che dispone la misura di prevenzione patrimoniale antimafia
del sequestro anticipato di beni, ai fini della confisca, emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza dal locale Tribunale nei confronti di un uomo di Potenza, già indagato da diverse Procure della Repubblica del territorio per reati legati al gioco illecito, perpetrati anche attraverso lo sviluppo e la gestione di complessi sistemi informatici di organizzazione e raccolta del gioco attivi su piattaforme estere che, nel corso del tempo, hanno catalizzato gli interessi di importanti consorterie criminali calabresi e campane, tra cui anche il clan dei Casalesi, fruttando lauti guadagni.

In particolare dalle pregresse investigazioni l’uomo risultava essere un vero e proprio punto di riferimento, per le sue capacità tecniche e manageriali, per i sodalizi, anche mafiosi, che a lui si rivolgevano laddove volevano gestire il gioco illegale online che attraverso l’elusione del pagamento delle imposte dovute, diveniva uno degli affari più remunerativi gestiti dalla criminalità organizzata.

Le indagini patrimoniali, svolte dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Potenza, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, si sono basate sulla metodologia cd. ‘pro-active investigationl’, tesa a una ricostruzione sistematica e comparata delle attività criminose e dei paralleli accrescimenti patrimoniali illeciti, che ha permesso di disvelare una rilevante sproporzione tra i beni nella attuale disponibilità diretta e indiretta del soggetto e dei componenti del proprio nucleo familiare, rispetto ai redditi da quest’ultimi dichiarati.

Sono stati sottoposti a sequestro un’abitazione di sette vani, con annesso magazzino, ubicata nel centro storico di Potenza, quote di partecipazione in quattro società di capitali, di cui tre con sede legale in Potenza e una in Roma, nove rapporti finanziari e due certificati di buoni fruttiferi con una disponibilità di circa 12 mila euro, un’autovettura e preziosi, il tutto per
complessivo ammontare di oltre € 500.000,00.

Le misure di prevenzione patrimoniali antimafia ancora una volta dimostrano la loro validità strategica nella lotta alle consorterie criminali. L’aggressione dei patrimoni del crimine organizzato sottrae alle strutture criminali la linfa vitale con cui le stesse si alimentano, creando un significativo argine al concreto pericolo di commistione tra patrimoni illecitamente
accumulati e attività imprenditoriali regolari.