Avrebbe accumulato i suo beni in maniera poco chiara vista la sproporzione fra il dichiarato e l’accertato dalle indagini. E’ questa l’ipotesi accusatoria che ha portato la Dia di Agrigento ad eseguire un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Palermo, su proposta del Direttore della DIA, nei confronti di un imprenditore arrestato nel 2018 per i reati di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse e truffa aggravata.

Le indagini sono state condotte dalla sezione operativa della Dia di Agrigento, coordinata dal Primo reparto investigazioni preventive della Direzione investigativa antimafia, che ha ripercorso la carriera imprenditoriale dell’imprenditore e ritiene di aver ricostruito la formazione del patrimonio adesso posto sotto sequestro.

Secondo il provvedimento la ricostruzione delle recenti vicende giudiziarie dell’imprenditore coinvolto nell’operazione Game Over coordinata dalla procura della Repubblica di Palermo del febbraio 2018 e nell’operazione Galassia coordinata da quella di Reggio Calabria del novembre dello stesso anno 2018 sarebbe emerso che l’uomo era il “referente” per le organizzazioni agrigentine e calabresi nel settore del gioco d’azzardo online abusivo.

La ricostruzione patrimoniale ha, così, portato all’emissione del decreto di sequestro che riguarda anche le attività imprenditoriali dell’uomo. Sotto sequestro sono così finite le quote di partecipazione in 3 società esercenti l’attività di raccolta di scommesse, di cui 2 aventi sede legale in Austria, 2 autovetture di lusso, 12 polizze assicurative, 6 conti correnti, 2 depositi a risparmio ed una carta di credito per un valore stimato complessivo superiore a un milione di euro.