“I cardini intorno ai quali ruotano le attività criminali sono sempre i medesimi nel dettaglio, estorsioni ed usura, narcotraffico e gestione dello spaccio di stupefacenti, controllo del gioco d’azzardo legale ed illegale, inquinamento dell’economia dei territori, soprattutto nei settori dell’edilizia, del movimento terra, dell’approvvigionamento dei materiali inerti, dello smaltimento dei rifiuti, della produzione dell’energia, dei trasporti e dell’agricoltura. Spesso ciò si realizza attraverso l’infiltrazione o il condizionamento degli Enti locali, anche avvalendosi della complicità di politici e funzionari corrotti”.

E’ quanto si legge nella relazione semestrale del Ministro dell’Interno al parlamento riguardante le attività svolte e i risultati conseguito dalla DIA (Direzione Investigativa Antimafia) nel periodo gennaio-giugno 2020.

“Un ambito, quello dei giochi, di interesse criminale crescente data l’opportunità di ottenere elevati guadagni a fronte di rischi relativamente limitati e che ben si presta quale strumento di riciclaggio. Inoltre, l’infiltrazione del settore, attraverso il collocamento capillare delle apparecchiature nel territorio, concorre alla creazione di una “rete di pressione” funzionale anche alle attività estorsive e di usura, riportando la mafia al controllo pervicace del territorio, quindi, alle attività illegali più tradizionali.

Un altro settore di elezione, favorito dall’evoluzione tecnologica delle condotte mafiose, è il cosiddetto betting nel campo delle scommesse on line che assicura ingenti ricavi e permette di riciclare il denaro, a fronte di un rischio criminale contenuto. Allocando all’estero le piattaforme di gioco gli imprenditori eludono la stringente normativa italiana in materia fiscale ed antimafia. Al riguardo, si precisa come molte indagini abbiano evidenziato un’anomala concentrazione di operatori del genere e di server in paesi off-shore generalmente a fiscalità privilegiata”.