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Il divieto di pubblicità e sponsorizzazione pone ancora tante domande, inevitabili fino alla diffusione delle linee guida dell’AGCOM, autorità competente in materia al di sopra della tradizionale guida di ADM.

Così scrive Angela Oliva, direttore responsabile di NOVOMATIC Insieme e osserva: “Per ora restano gli umori di un comparto intero, come del nostro Gruppo: nuociamo gravemente alla salute, come il tabacco. Nessuno studio ha misurato quanto, perché e come: solo un accertamento specialistico individuale può diagnosticare secondo il DSM V (lo standard internazionale che permette la classificazione di un comportamento patologico) se ci si trova difronte ad un disturbo compulsivo da gioco d’azzardo (G.A.P). Intanto il legislatore ha deciso una misura draconiana, alla stregua delle sigarette: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

I contratti di pubblicità in corso resteranno in vita per non più di un anno dalla data di entrata in vigore del decreto.

Un attacco tout court ad una delle leve della comunicazione esterna del gioco legale che dal 1°gennaio 2019 si applicherà anche alle «sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive e acustiche e la sovrimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti». Pochissime le esclusioni: le lotterie nazionali a estrazioni differita e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Salate le sanzioni: il 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, a euro 50.000 (fondi che finiranno per il contrasto al gioco d’azzardo patologico come da legge di Stabilità 2016).

Ma il dibattito pubblico che ha portato a questa misura nasceva anni fa: la prima proposta di legge per il contrasto alla diffusione della dipendenza da gioco che annoverava tra le misure anti ludopatia appunto il divieto di pubblicità fu presentata dall’onorevole Fucci il 15 marzo 2013. Decine le proposte compresa quella di iniziativa popolare nel 2014 che richiedeva il divieto per «le pubblicità sui giochi d’azzardo in fasce orarie protette, sui mezzi pubblici, ed esposte, affisse o diffuse a meno di 300 metri da luoghi sensibili frequentati dai minori (istituti scolastici, oratori, centri giovani, palestre, centri sportivi, eccetera)».

Un dibattito spesso ospitato dai mezzi di comunicazione, che hanno svelato retroscena, obblighi di convenzione e rapporti con i media del nostro mondo. All’indomani della decisione del Governo di rinunciare al riordino dei giochi, attraverso il decreto attuativo della Delega Fiscale, il tema è stato riproposto dall’Intergruppo Parlamentare per essere realizzato parzialmente dall’ultima Stabilità per le tv in chiaro (divieto dalle 7 alle 22) e altro. Ultimo il Decreto Dignità di questi giorni che ne ha sancito il divieto completo
dalle attività del gioco lecito italiano. Certo c’è ancora un passaggio in Parlamento per la ratifica entro 60 giorni dalla firma: ma la via appare segnata.

Lo stesso decreto pone ancora una volta con forza la necessità del rispetto del Decreto Balduzzi, altra pietra miliare della regolamentazione del settore, che con l’art.7 in particolare, tentò nel 2012 la prima disciplina, vincoli e divieti. Allora sembrò una montagna, mentre ora appare un topolino che ha avuto il grande pregio di permettere ai temi della Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) di entrare con prepotenza all’interno delle aziende del comparto. Attività di certificazione internazionale sui temi del gioco responsabile sono ritenute sempre più strategiche in generale e anche dal nostro Gruppo,
come ha testimoniato la primissima attività di assessment avvenuta nelle scorse settimane per il G4, la prima realtà che esce dall’alveo delle lotterie per far comprendere il reale impegno degli operatori mondiali nelle operations, sale e gioco online.
Un cambio di orizzonte, doppio, che necessiterà di uno sforzo ulteriore, impegno, creatività e volontà di essere precursori dei cambiamenti. Una sfida che l’immagine del comparto non si può permette di perdere: comunicare come giocare sono due attività che connotano l’attività umana e sono fondamento dei processi di apprendimento.

NOVOMATIC sarà pronta a svolgere il suo ruolo nell’orizzonte delle regole imposte dal legislatore, con l’Italia ancora una volta incaricata di una primogenitura, ma la comunicazione, come l’uomo, non si può fermare: 30 anni fa non si è fermata quella del tabacco, cambia solo la strategia, i mezzi, i tempi, ma resta il bisogno … come di giocare“.
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