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“Ho appoggiato questa iniziativa del Consorzio FEE, ci credo molto. Bisogna riuscire a far capire alla politica che l’amusement è una cosa innocente, un passatempo per tutti. Non ha senso portare solo i maggiorenni a dedicarsi a questo settore, sono macchine semplici e la gente si diverte. Forse con questi apparecchi diamo fastidio ai grandi gruppi altrimenti non si spiega l’accanimento degli ultimi anni. Si tratta di un lavoro sano per le famiglie e per tutti”. E’ quanto dichiarato da Paolo Dalla Pria (Presidente Sapar Service) in apertura del convegno “Amusement, presunto colpevole: un dibattito sull’equivoco” a Enada Roma.

Per Alessandro Lama (portavoce del Consorzio FEE): “L’equivoco nasce da un errore del nostro comparto, non abbiamo seguito le evoluzioni del mercato, non siamo stati in grado e non siamo stati aiutati, il problema c’è. E’ più facile colpire un settore sviluppato da tante aziende familiari che colpire interessi più importanti, che sono quelli di altre realtà. Ecco che il nostro settore viene preso per battaglie politiche in maniera sbagliata che a noi interessano relativamente. Noi vogliamo offrire un divertimento sano. E’ iniziato un percorso nuovo con Sapar. Sitamo portando un esempio di creatività, divertimento e sano amusement. Con le istituzioni ci troviamo davanti dei muri per mancanza di chiarezza. C’è una profonda ignoranza del settore, non siamo riusciti a spiegare bene quale è il nostro mondo e abbiamo riscontrato una volontà politica di colpire dove è più facile affondare il coltello. Per questo stiamo iniziando un percorso nuovo, questa fiere insieme è il primo step. Abbiamo fatto tanti errori ma ora bisogna rimediare e siamo sulla strada giusta”.

E’ quindi intervenuto Vanni Ferro (New Asgi): “E’ cambiato il nostro tipo di gestione, un tempo le sale erano l’incontro dei ragazzi di 17/18 anni, oggi invece sono rivolte alle famiglie e ai bambini. Questo vogliamo far capire ai politici. Non capiamo quali problemi hanno questi signori che legiferano. Ben venga uno studio per capire come stanno davvero le cose”.

L’assessore di Bellaria Igea Marina (RN), Cristina Zanotti ha spiegato: “Nel corso degli anni c’è stata un’evoluzione totale. Non ci sono segnalazioni di minori ludopatici a causa delle ticket redemption. L’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha normato, sbagliando, per fortuna sono state fatte delle variazioni, perchè all’inizio hanno vietato un po’ tutto, adesso il divieto per i minori riguarda solo le ticket redemption. I Comuni hanno le mani legate, non c’è normativa nazionale che regolamenta il settore. I Comuni stanno aspettando e temporeggiando sperando che la legge sia cambiata. La demonizzazione di queste macchinette la contestiamo fortemente, dobbiamo convincerei politici che stanno al di sopra di noi. Il problema è che se i politici capiscono di aver sbagliato hanno comunque paura di esporsi perchè è un argomento scomodo. Di lavoro da fare ce ne è tanto, il problema è che la politica è lontana da questo settore dell’intrattenimento puro”.

La ricercatrice dell’Università degli studi Roma Tre Francesca Renzi ha quindi illustrato la ricerca commissionata dal Consorzio FEE: “Abbiamo dato vita al progetto Family Amusement, una ricerca che vuole evidenziare la lacunosità della normativa attuale e le contrapposte visioni dei produttori rispetto alle istituzioni/associazioni, aspetto che richiede di fare chiarezza. Il nostro obiettivo è di individuare i driver di motivazione che spingono i bambini e genitori a recarsi nelle sale per famiglie, comprendere il comportamento di gioco, permettere agli operatori di mettere in atto idonee misure protettive e facilitare l’interlocuzione tra portatori di interesse. La ricerca è suddivisa in due fasi: ricognizione e sistematizzazione della conoscenza esistente e ricerca sul campo per studiare direttamente motivazioni, comportamenti e atteggiamenti di minori e genitori. Lo studio, che avrà un approccio multidisciplinare, nella prima fase richiederà 3 mesi di tempo, nella seconda altri 6 mesi in tutto”.

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