Il Decretone contenente le misure sul reddito di Cittadinanza e Quota 100, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale passa la vaglio del Senato per la prima lettura.
Con questo decreto il Governo apre ad una situazione che ha del paradossale: via libera tacito alla distribuzione delle droghe leggere.

Forse non era questa l’intenzione del Governo ma la disposizione che inasprisce le sanzioni per la vendita irregolare di scommesse, in certi ambienti e nelle condizioni di crisi economica in cui versano alcuni territori del Paese, potrebbe essere percepita proprio come un tacito invito a coltivare, distribuire e vendere cannabis, marijuana e hashish.

Al fine di contrastare più efficacemente l’esercizio abusivo di giochi e scommesse offerti al pubblico e i fenomeni di disturbo da gioco d’azzardo patologico, infatti, l’esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa punito in passato “con la reclusione da sei mesi a tre anni” viene ora, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decretone, punito “con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da venti a cinquanta mila euro”.

Considerando che per le droghe leggere è prevista una sanzione ridotta rispetto a quella prevista per lo spaccio di droghe pesanti, il rischio di uno spacciatore di hashish è schematicamente riassumibile con la pena della “reclusione da due a sei anni e la multa da euro 5.164 a euro 77.468“.

È evidente la sproporzione tra le pene previste per i diversi reati, come è evidente la considerazione che potrebbe spingere un “commerciante”, banalizzando le sue analisi costi-beneficio (analisi che va tanto di moda per le grandi opere), ad una condotta discutibile.

Se, già a partire dal Senato, l’attuale maggioranza non si affretta a porre rimedio a questa sproporzione presto potremmo avere conseguenze spiacevoli.

Forse non era questo ciò che chiedevano i parolai dell’anti-gioco ma a breve l’attenzione sulle addiction diventerà veramente una emergenza: la dipendenza da sostanza obbligherà a utilizzare i fondi stanziati per prevenire e contrastare il disturbo da gioco per curare e prevenire dipendenze molto più pericolose.

Ripamonti: colpo d’occhio al “Decretone”