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(Jamma) – “Nell’ultima revisione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali DSM-5 41, l’American Psychiatric Association (APA) ha introdotto, nella sezione dedicata alle condizioni che necessitano di ulteriori studi clinici e approfondimenti, l’Internet Gaming Disorder, fenomeno attinente alle compulsive preoccupazioni che le persone, specie in età adolescenziale, sviluppano nei confronti dei giochi online. Secondo alcune indagini nazionali il gioco d’azzardo, anche online, è un comportamento che coinvolge quote sempre più estese della popolazione. In particolare, il profilo del gambler, giocatore a rischio moderato/grave di dipendenza, si associa in modo preoccupante ad individui tra i 15 e i 24 anni spesso di sesso maschile e con basso livello economico e di istruzione”.

E’ quanto si legge nel “Libro Bianco Media e Minori” dell’Agcom – Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Tale testo nasce nell’ambito delle attività che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni svolge in adempimento del proprio compito istituzionale di tutela e riguarda nello specifico la protezione dei minori nel sistema delle comunicazioni.

“La facilità con la quale è oggi possibile giocare online e scommettere somme di denaro nella speranza (o, meglio, nell’illusione) di ottenere vincite soggette al caso e non a specifiche abilità del giocatore rende tale pratica particolarmente appetibile a fasce di utenza vulnerabili. Le stesse modalità di pagamento utilizzate nelle transazioni online, carte di credito o prepagate in totale assenza di denaro contante, tendono ad alterare la percezione della perdita di denaro, svincolandola dalla concretezza della realtà, aumentando così i rischi di sottovalutazione della quantità dei soldi giocati e persi. Le peculiari modalità e caratteristiche del gioco d’azzardo online o a distanza, nell’ambito del quale alle perdite economiche si alternano “ricompense” o “vincite-esca”, tendono a potenziare comportamenti di sfida e dipendenza. L’accessibilità, l’invisibilità, l’anonimato, l’assenza di controllo sociale, la velocità sono poi importanti caratteristiche che differenziano il gioco d’azzardo online da quello tradizionale ove il giocatore è visibile e identificabile, se pur in un determinato contesto fisico e in orari precisi, e soggetto ai tempi d’attesa insiti nello svolgimento dei giochi. È verosimilmente per queste motivazioni che gli adolescenti, così come gli adulti, che giocano online mostrano maggiore probabilità di sviluppare un gioco d’azzardo problematico o a rischio rispetto agli adolescenti che giocano off-line”, continua il testo.

“Nonostante il divieto di gioco ai minori di 18 anni, imposto dalle norme, negli ultimi anni si sta assistendo ad un sostanziale incremento del gioco d’azzardo tra gli adolescenti. Va in questo senso tenuto presente come lo sviluppo delle tecnologie telematiche abbia ampliato sensibilmente le possibilità di accedere ai servizi di gioco d’azzardo a distanza. Secondo quanto emergeva da una indagine nazionale – aggiunge il Libro Bianco – il 23,3% dei bambini aveva giocato soldi online, mentre giocava d’azzardo il 39% degli adolescenti. In Italia il mercato dei giochi online regolamentati con vincite in denaro ha mostrato nel 2015 un tasso di crescita rispetto all’anno precedente pari al 13%, superiore a quello dei principali mercati dell’Entertainment che, per esempio, per quanto riguarda videogiochi e consolle si è attestato al 4%. Sotto il profilo normativo, il legislatore italiano è recentemente intervenuto in materia anche a fronte delle indicazioni, se pur ancora non sistematiche, provenienti dall’Unione europea. Con la Risoluzione del 10 settembre 2013194, il Parlamento europeo evidenzia i rischi per la salute umana causati dalla dipendenza dal gioco d’azzardo online e la necessità di proteggere i giocatori, specie i più vulnerabili, necessità che giustificherebbe finanche la compressione di alcuni principi portanti dell’ordinamento comunitario. Nella Risoluzione si sottolinea altresì che la protezione della salute umana e dei consumatori dev’essere considerata priorità da perseguire nell’adozione di raccomandazioni a livello UE e di provvedimenti legislativi a livello nazionale e che, in ogni caso, deve essere reso impossibile l’accesso dei minori ai servizi di gioco online attraverso meccanismi di identificazione elettronica efficaci. A questo proposito chiede che gli operatori abbiano l’obbligo di far apparire un avvertimento ai minori, chiaro, ben visibile ed esplicito, in cui si dichiara che la loro partecipazione al gioco d’azzardo online è illegale e invita gli Stati membri a promuovere una pubblicità responsabile del gioco d’azzardo online e a introdurre misure di sensibilizzazione, rivolte ai giovani, sui rischi di tale pratica”.

Continua ancora il testo: “Nel 2014 la Commissione europea ha adottato una Raccomandazione sui servizi di gioco d’azzardo online, invitando gli Stati membri a recepire nelle proprie normative alcuni principi a tutela dei cittadini, ed in particolare dei minori, in relazione al gioco. La Raccomandazione fornisce prescrizioni relative alle informazioni che dovrebbero essere inserite nella pagina di destinazione del sito Internet dell’operatore di gioco d’azzardo, indica misure specifiche a tutela dei minori, anche con riferimento alle regole da applicare alle comunicazioni commerciali, e incoraggia gli Stati membri alla realizzazione di campagne di educazione e sensibilizzazione pubblica sul tema. Si sono succeduti nella normativa nazionale italiana numerosi interventi legislativi volti a regolamentare il gioco d’azzardo sotto vari profili. Ai fini di questa trattazione, particolarmente rilevante è il cosiddetto decreto Balduzzi (convertito in legge 8 novembre 2012, n. 189) che, affrontando la materia in maniera organica, istituisce un Osservatorio finalizzato a valutare le misure più efficaci per contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico e il fenomeno della dipendenza grave, attualmente incardinato presso il Ministero della salute. Introduce poi alcune norme in materia di pubblicità radiotelevisiva dei giochi che prevedono vincite in denaro, anche se curiosamente dimentica di attribuire specifica competenza sanzionatoria all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Alla luce dei principi previsti dalla Raccomandazione 2014/478/UE della Commissione del 14 luglio 2014, l’Italia con la legge n. 208 del 2015 (c.d. legge di stabilità) ha regolamentato la propaganda pubblicitaria audiovisiva di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, demandando l’individuazione dei criteri per l’attuazione della citata Raccomandazione ad un successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da adottare, di concerto con il Ministro della salute, sentita l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”.

Termina poi il “Libro Bianco Media e Minori” pubblicato dall’Agcom: “Di peculiare rilievo è il divieto, introdotto dall’articolo 1 comma 939, della pubblicità di giochi con vincita in denaro nelle trasmissioni radiofoniche e televisive generaliste dalle ore 7 alle ore 22, con esclusione dei media specializzati, delle lotterie nazionali ad estrazione differita e delle sponsorizzazioni nei settori della cultura, dell’istruzione e della ricerca, dello sport, della sanità e dell’assistenza. La legge attribuisce la competenza sanzionatoria all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, anche se alcune funzioni rimangono in capo all’Agenzia delle dogane e dei monopoli ai sensi della legge n. 189 del 2012. La legge di stabilità affida al Ministero della salute la predisposizione di campagne di informazione e sensibilizzazione, in particolare nelle scuole, sui fattori di rischio connessi al gioco d’azzardo, fornendo informazioni sui servizi disponibili per affrontare il problema della dipendenza dal gioco d’azzardo. Vanno infine citate le recenti Linee di indirizzo per la Comunicazione Commerciale dei giochi con vincita in denaro con le quali l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, attingendo alle norme e alla giurisprudenza in materia, ha fornito puntuali indicazioni su come realizzare comunicazioni commerciali corrette anche dal punto di vista della tutela dei minori”. Tra le preoccupazioni delle famiglie: “Il 20% dei genitori afferma anche di essersi accorto che i figli provano una certa curiosità per i siti web porno o dedicati al gioco d’azzardo”.

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