A testa alta Fabio ci invia le foto della sua sala, come fosse un racconto dei mesi di sacrifici e di attesa per poter aprile la sua sala scommesse Goldbet. Pochi mesi e poi l’emergenza Coronavirus e la chiusura.

 

“Sono Fabio,

gestore di una sala dedicata di Foggia.

Vorrei che tutti vedessero queste foto per capire ciò che era e ciò che è diventato.

Tempo e soldi, tanti soldi spesi, per avere un lavoro, un lavoro che fosse onesto e legale.

Nessuno ci ha dato niente per portare avanti il progetto, abbiamo iniziato a maggio 2019 dopo un lungo e frustrante iter burocratico e abbiamo inaugurato la sala a metà ottobre dello stesso anno.

Abbiamo investito e speso oltre 40 mila euro, per crearci un lavoro, lavoro che non è tutelato da nessuno, anzi.

In 4 mesi decine di controlli e mai abbiamo ricevuto una multa o una sola segnalazione, perché da noi è tutto in regola, a partire dai divieti agli obblighi, alle leggi sanitarie e alle assunzioni.

Le tasse invece sono innumerevoli. A dicembre scorso la sala slot registra 9mila euro di incasso e di questi restano mille euro a noi, mille ai noleggiatori e lo Stato si porta via, e ci tengo a precisarlo 7mila euro. Ovviamente i 1.000 euro che restano a noi serviranno a pagare imposte, spese di gestione e personale.

E questo succede anche nei mesi a seguire : sulle scommesse un utile di 4mila euro e lo stato si prende, tra le varie tasse, oltre il 30 percento. Poi devi pagarci sopra le tasse della dichiarazione dei redditi, un dipendente a partime che costa più in tasse che in suo stipendio.

Il nostro settore è fatto di questo. Di sacrifici enormi, per portare a casa uno stipendio in modo onesto e legale, perché di altri modi ce ne sono tanti non legali.

Contribuiamo, si dice, a garantire una parte importante del PIL, siamo il settore che paga tasse prima ancora di avere in mano il denaro incassato, perché siamo tassati alla fonte e poi anche per ultimi perché facciamo la regolare dichiarazione.

Dai nostri guadagni non sfugge un euro perché tutto il giocato è registrato attraverso i contatori dallo Stato.

Il mio è uno sfogo per far capire che lo Stato non tutela chi paga le tasse ed è fonte di sostentamento per l’erario

A noi chi ci ridà i soldi spesi e quelli non guadagnati, nessuno….se non si danno una mossa chiuderemo tutti. Lo Stato dovrà fare i conti con i mancati incassi erariali e noi perderemo il nostro investimento e il nostro lavoro.

Sarà la nostra rovina e il gioco finirà in mano all’illegalità. Di siti online illegali ce ne sono e ce ne saranno sempre di più, e lo dico con sincerità, sono lì che stanno aspettando dietro l’angolo. La colpa di tutto questo sarà solo dello Stato italiano. Noi facciamo di tutto per vietare accessi ai minori e registrare giocate illecite, e il nostro lavoro sarà stato inutile: servirà solo ad alimentare altre casse.”

 

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