A Testa Alta Emanuele racconta del suo lavoro e della ‘grande’ azienda che ha avuto fiducia il lui e che lo ha sostenuto, garantendogli di mantenere la sua famiglia. E lo Stato che fa?

“Mi chiamo Emanuele e da più di 2 anni lavoro in una ‘grande’ azienda che gestisce sale slot/vlt e noleggia apparecchi da intrattenimento a terzi.

Uso l’aggettivo ‘grande’ perché è presente su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto perché, solo come fanno i grandi imprenditori, non si è mai tirata indietro quando c’è bisogno di aiutare i dipendenti.

Ed è grazie a loro se ho potuto avere garantito il mio stipendio, che nonostante il momento difficile per tutto, mi hanno anticipato garantendomi la possibilità di mandare avanti la mia famiglia senza saltare pagamenti.

Mi sono trovato dopo anni di lavoro come artigiano edile a dover reinventare la mia vita, in seguito ad una malattia professionale che mi ha portato ad una invalidità parziale permanente.

Sono stato accolto dalla mia attuale azienda, che con orgoglio voglio nominare, la Ricreativo B, a braccia aperte e ho sempre cercato di dare e fare del mio meglio per ricambiare l’opportunità che mi hanno dato e la fiducia che mi hanno accordato.

Al contrario lo Stato, in un periodo in cui dovrebbe aiutarci, perseguendo questa linea ci sta facendo perdere la speranza di ritornare alla normalità.

Spesso mi trovo a dover dire di no ai miei figli di 7 e 5 anni, anche per un gelato.

Proseguendo di questo passo ci verrà tolto l orgoglio di mantenere le nostre famiglie, mentre alle aziende che danno lavoro si impedisce di continuare ad offrirlo.

Che lo Stato si ricordi che noi viviamo di questo!”

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