“Nonostante ciò vado avanti a testa alta”. Nonostante gli attacchi e la scarsa considerazione per l’attività che svolge, Chiara non molla.

Sono Chiara,

e ve lo voglio spiegare io cosa vuol dire avere un’agenzia scommesse.

Ho 38 anni e da 6 sono proprietaria con la mia famiglia di una sala scommesse Better a Chioggia (VE).

Ho deciso di scrivere perché ora più che non mai sono stanca di essere trattata male e discriminata per quello che legalmente sono autorizzata a fare.

Perciò ho deciso senza polemica di farvi capire cosa significa essere gestore di un’attività di questo tipo. Perché chi parla senza sapere ha bisogno di qualche chiarimento.

Dunque, ve lo spiego io.

Significa essere disprezzati dai politici che non hanno mai messo piede in una sala scommesse. Loro, in primis, ci hanno dato la licenza per operare ma ci fanno sentire come quelli che gestiscono un’attività illegale, piena di delinquenti, ludopatici e gente malata.

Creano leggi ad hoc per penalizzarci e ci riducono gli orari; però nel frattempo, ci aumentano le tasse a percentuali del tutto insensate.

Sarebbe più onesto dire “devi chiudere”.

Significa avere a che fare con i moralisti e ‘salvatori della patria’ – quelli che applaudono a gran voce i suddetti politici- che ci vogliono chiusi perché noi, a quanto detto, siamo responsabili “della gente che si mangia tutti i soldi”.

Vi ricordo che:

  • Primo. Io non mi metto a centro dellastrada per fermar macchine e obbligare le persone ad entrare da me.
  • Secondo. Questa gente non si rovina CON il gioco, ma ANCHE PER quello, perché chi si incammina su questa strada ha problemi ben più grandi.

Significa sentirsi discriminati quando offri gli stessi prodotti e servizi di altri locali, ma a te puntano il dito e a loro no.

Non voglio fare paragoni con altre attività perché non è corretto, ma mi trovo costretta e vi sfido a trovare un tabacchino o un bar senza slot, dove tutti possono accedervi. Cosa che non succede da noi perché facciamo rispettare la maggiore età e tutte le altre regole a seguire.

Alla fine dei conti io non vedo nulla che renda me diversa da loro, perciò mi sento discriminata.

Nonostante ciò vado avanti a testa alta.

Avere un locale come il mio, significa avere una cosa unica.

Da noi si ritrovano comitive di ragazzi per passare il pomeriggio del fine settimana a tifare la squadra del cuore e a gufare quelle avversarie, a prendersi in giro tra amici e seguire assieme lo sport che amano.

Ma ci sono anche persone di tutte le età e di tutti i ceti sociali, dall’anziano pensionato, dal dottore all’avvocato, dall’ufficiale delle forze dell’ordine al pescatore, che si svestono dei loro panni e diventano -statistiche alla mano- allenatori, indovini e cartomanti.

Tutti che vogliono tentare la fortuna con i 2€ o che fanno colletta per fare la schedina “dei soci”.
Da noi c’è vita, allegria ed emozioni, vorrei che poteste vedere anche voi quanto è bello il momento in cui una squadra segna un gol all’ultimo minuto, quando un giocatore tira un rigore, e lo sbaglia segnando il destino della partita.

Questo non è gioco d’azzardo, questo è condividere momenti.

In molti ci fanno i complimenti, tutti ci rispettano per il nostro impegno e buona volontà. Con amore e sudore abbiamo tirato su questa attività, rendendola un posto piacevole.
La nostra clientela è gente rispettabilissima, siamo tutti amici, per non dire una grande famiglia. Da noi portano mogli e fidanzate senza timore perché da noi si sta bene e non c’è nulla di indecente in quello che facciamo. Che poi giocare una schedina tra amici bevendo un aperitivo o un buon calice di vino fa parte della cultura italiana da anni. Non dimentichiamolo.
La nostra agenzia è la nostra casa ed i clienti la nostra famiglia.

Lasciateci in pace e fateci lavorare, perché di questi tempi dobbiamo solo aiutarci e supportarci, per tirarci su e ritornare ad una vita normale.
E adesso smettiamola con le polemiche e usiamo le nostre energie per pensare a come costruire anziché distruggere”. Firmato Chiara Lazzarin Cultraro (nella foto la sala scommesse di Chiara a Chioggia)

SE HAI DA DIRE QUALCOSA ANCHE TU, VUOI RACCONTARE LA TUA STORIA DI LAVORATORE DEL GIOCO LEGALE, INVIA UNA EMAIL A [email protected]

o un messaggio via facebook alla pagina Jamma-Il quotidiano del Gioco

Ricordati di indicare il tuo nome