A Testa Alta. E’ così che Deborah affronta ogni giorno il suo lavoro in una sala Bingo e il suo impegno di madre e di moglie. “Un lavoro che mi ha dato tanto e a cui ho dato tanto. Oggi rivoglio la mia vita”. Questa la sua storia.

“Sono Deborah e sono dipendente di una sala bingo.

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“Dopo aver letto la lettera di Valentina ora mi sento in dovere di dire anche la mia. Sono 15 anni che lavoro nel settore…ho iniziato ragazzina e questo lavoro mi ha dato la possibilità di diventare moglie ed in seguito anche madre.

Ho fatto tanti sacrifici e ho passato le cosiddette feste comandate (quando tutti sono in vacanza) a lavorare, riducendo il tempo che avrei dovuto dedicare alla mia famiglia e lasciando spesso le mie bimbe sole con il papà la sera e con i nonni durante il giorno”.

Perchè quando si lavora nell’intrattenimento le  feste e i giorni festivi si confondono, come la sera e il giorno.

“Nonostante tutto ho continuato a testa alta (e sì a testa alta, lo voglio ribadire, in quanto lavoro onestamente) a fare questi sacrifici e permettere alla mia famiglia uno stile di vita decoroso.

Ecco, a tutti quelli che ci augurano la chiusura, a tutti quelli che ci guardano come criminali, vorrei dire che sono a casa senza lavoro da 2 mesi, che non ho ancora percepito la cassa integrazione e che alle mie figlie dovrò spiegare che se la mamma rimane senza lavoro non potranno più andare in palestra e neanche al doposcuola. E che probabilmente dovremo andare a vivere in una casa più piccola perché non potremo più permetterci l’affitto.

A voi tutti vorrei chiedere: è giusto tutto questo? Il COVID-19 non l’ha voluto nessuno, eppure è entrato nelle nostre vite travolgendo e stravolgendo tutto e tutti. Non è giusto privilegiare alcune categorie a sfavore di altre. Io ho 44 anni e davanti a me un futuro lavorativo incerto.

Secondo voi come mi dovrei sentire? Sono preoccupata, amareggiata e arrabbiata…si, arrabbiata con tutti coloro che ci augurano la chiusura…a loro mi rivolgo direttamente: Vi prego smettetela, smettete di odiarci così, siamo lavoratori onesti con famiglie da mantenere e non ci sentiamo tutelati.

Auguratevi piuttosto che tutto passi e che piano piano si riesca a tornare alla normalità. Io amo il mio lavoro e spero che ci sia speranza anche per noi che non siamo criminali ma persone e lavoratori ONESTI. Io rivoglio la mia vita”.

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