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(Jamma) – Il Consiglio di Stato ha accolto, tramite ordinanza, il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Questura di Roma e Guardia di Finanza per la riforma dell’ordinanza cautelare del T.A.R. per il Lazio, Sede di Roma, Sezione Prima Ter, concernente l’impugnazione del provvedimento del 15 luglio 2016 del Questore di Roma, con cui è stata ordinata la chiusura dell’attività di raccolta di gioco con vincita in denaro gestita dall’appellante.

“Considerato che il disposto dell’articolo 1, co. 643, lettere g) e h) della L. 190/2014, come modificata dall’articolo 1, co. 926, L. 208/2015, va interpretato nel senso che l’adesione alla procedura di sanatoria in commento comporta che al titolare dell’esercizio o del punto di raccolta è riconosciuto immediatamente, a partire dal momento dell’inoltro della relativa domanda all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il diritto alla raccolta delle scommesse, salvo l’eventuale diniego dell’autorizzazione ex art. 88 TULPS, autorizzazione che deve ritenersi utilmente richiesta già attraverso la compilazione e l’inoltro del modello di domanda di sanatoria reso disponibile nel sito istituzionale della predetta Agenzia, contenente la dichiarazione di impegno alla regolarizzazione fiscale per emersione e la domanda di rilascio di titolo abilitativo citato; ritenuto che, avendo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con provvedimento di data 24.11.2016, autorizzato, per quanto di propria competenza, in applicazione della normativa citata, l’esercizio dell’attività di raccolta di scommesse presso il punto di raccolta gestito dall’appellante, allo stato, prevalga, al di là della questione se detto titolo autorizzatorio abbia o meno efficacia retroattiva, che va approfondita in sede di merito, l’interesse privato a poter avviare l’attività autorizzata; considerato che sussistono giusti motivi per compensare interamente tra le parti le spese del doppio grado del giudizio cautelare; il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), accoglie l’appello cautelare (Ricorso numero: 942/2017) e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare in primo grado, sospendendo l’efficacia dei provvedimenti amministrativi impugnati. Ordina che a cura della segreteria la presente ordinanza sia trasmessa al T.A.R. per la sollecita fissazione dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a.”.

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