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(Jamma) – Gli onorevoli MANNINO, BUSTO, DAGA, DE ROSA, MICILLO, TERZONI e VIGNAROLI hanno presentato interrogazione in Commissione Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per sapere se non ritenga opportuno assumere le iniziative di competenza per chiarire l’efficacia e la portata applicativa della disposizione di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222, al fine di realizzare un’adeguata armonizzazione tra la nuova disciplina nazionale in tema di segnalazione certificata di inizio di attività e le attuali norme regionali e comunali in materia edilizia.

«– premesso che:
sulla Gazzetta Ufficiale serie generale n. 277 del 26 novembre 2016 – supplemento ordinario n. 52 – è stato pubblicato il decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222, recante «Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio-assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124»;
il suddetto decreto provvede alla precisa individuazione delle attività oggetto di procedimento, anche telematico, di comunicazione o segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) o di silenzio-assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento;
il sopra citato provvedimento – che entrerà in vigore l’11 dicembre 2016 – stabilisce, tuttavia, all’articolo 6, comma 2, che «le regioni e gli enti locali si adeguano alle disposizioni del presente decreto entro il 30 giugno 2017»;
questa disposizione – che, così come è formulata, appare idonea ad introdurre una sorta di regime transitorio (da considerarsi quasi di carattere innovativo) relativo all’applicazione delle norme contenute nel decreto – sembrerebbe essere suscettibile di una interpretazione secondo la quale sarebbe consentita alle regioni ed agli enti locali, fino al 30 giugno 2017, la facoltà di disciplinare le attività sopra descritte sia con le nuove che con le vecchie norme, senza che siano specificamente individuate e definite le modalità di applicazione sia delle une che delle altre;
si ritiene, in buona sostanza, che il tenore letterale della norma de quo sia tale da non poter garantire una uniforme ed ordinata transizione tra il nuovo impianto normativo dettato dal decreto n. 222 del 2016 e le attuali discipline regionali e comunali in materia edilizia; tale norma sarebbe, infatti, in grado di ingenerare – nelle more dell’adeguamento che dovrà essere messo in atto dalle regioni e dagli enti locali – confusione e diverse problematiche di natura applicativa sulla disciplina da adottare per ciascun caso specifico –:
se non ritenga opportuno assumere le iniziative di competenza per chiarire l’efficacia e la portata applicativa della disposizione di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222, al fine di realizzare un’adeguata armonizzazione tra la nuova disciplina nazionale in tema di segnalazione certificata di inizio di attività e le attuali norme regionali e comunali in materia edilizia».

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