Le slot machine e il gioco d’azzardo continuano a dividere maggioranza e opposizione: da una parte la maggioranza di centrodestra che considera inefficace o non sufficiente l’ordinanza dell’ex sindaco Berruti sulla limitazione oraria; dall’altra il Movimento Cinquestelle e le altre forze di opposizione, che difendono lo strumento e accusano pezzi di maggioranza di pensare più agli esercenti che ai ludopatici.

Le differenze persistono sui metodi con cui affrontare la questione. «Si tratta di un problema molto serio ma l’ordinanza non lo risolve, ormai si gioca su internet più che alle slot – ha spiegato il capogruppo di Vince Savona, Emiliano Martino -. Non basta fare proclami o aria fritta». Una posizione condivisa dai leghisti Matteo Venturino e Fabrizio Ghiso, con quest’ultimo finito nel mirino dei Cinquestelle per la sua proposta di uniformare – secondo i pentastellati “al ribasso” – le regole sugli orari in cui le macchinette sono accese.

«Non sono qui per parlare di orari – ha spiegato Ghiso – ma per chiedere un tavolo in Prefettura che armonizzi le regole: serve un comportamento uniforme, l’ordinanza non ha raccolto i risultati sperati». Una lettura contestata da Simona Saccone del gruppo misto («il restringimento è utile») e dalle opposizioni. «Sono gli altri comuni a dover fare come noi, altrimenti faremo un passo indietro – ha detto Manuel Meles (M5S) -. Per noi l’ordinanza resta uno strumento utile, togliendo la prossimità si combatte la dipendenza».

Opinione condivisa da Marco Ravera (Rete a Sinistra), per il quale «sale gioco e compro-oro sono segno di disagio sociale», Daniela Pongiglione (Noi per Savona) e dal Pd. «Non è vero che l’ordinanza non ha utilità – ha spiegato la dem Elisa Di Padova -. Proponiamo di anticipare l’applicazione della legge regionale la cui entrata in vigore è stata prorogata di un anno dalla Regione: devono essere gli altri comuni a seguire l’esempio di Savona».

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