(Jamma) – Annullare una votazione del consiglio comunale sulla regolamentazione delle slot machine per il potenziale conflitto d’interessi di uno dei consiglieri di maggioranza. E’ la richiesta, indirizzata al presidente del consiglio comunale Renato Giusto, formulata dal Movimento Cinquestelle, che contesta la regolarità di una deliberazione dello scorso 14 marzo per la presenza in aula e l’intervento del consigliere leghista Fiorenzo Ghiso.

I pentastellati, in quella seduta, avevano presentato una mozione in cui si chiedeva di inserire, all’interno dell’elenco di “luoghi sensibili” per i quali il regolamento comunale prevede una distanza minima di 300 metri da locali con slot machine, anche le “attività in cui si esercita l’acquisto di oro, argento e preziosi”. Il senso è intuibile: rendere più difficile a chi soffre di ludopatia la possibilità di trovare nelle immediate vicinanze un gioielliere o un “compro-oro” in cui vendere un braccialetto o una collanina per rigiocarsi tutto alle macchinette. Una limitazione territoriale, po’ come già avviene per scuole e chiese.

Quella mozione dei Cinquestelle – scrive Il Secolo XIX – fu bocciata dal Consiglio con 18 voti contrari (tutti di maggioranza ad eccezione del democratico Apicella), tra cui quello di Fiorenzo Ghiso, consigliere comunale della Lega, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federpreziosi, la federazione che rappresenta orafi e orologiai. «Chiediamo l’annullamento in autotutela della deliberazione perché a nostro avviso il consigliere Ghiso era in conflitto d’interesse – spiega il capogruppo Cinquestelle, Manuel Meles – Al di là del Testo unico sugli enti locali, che non dà riferimenti precisi, molte sentenze hanno chiarito che non solo l’intervento di un consigliere in potenziale conflitto d’interesse ma anche la sua sola presenza in aula potrebbe influenzare il voto del resto dell’assemblea. Durante quella seduta il consigliere Ghiso ha fatto un lungo e articolato intervento, dichiarando di rappresentare gli interessi dei tabaccai. Tra l’altro abbiamo già assistito di recente a consiglieri che, consapevoli del proprio conflitto d’interessi, l’hanno dichiarato e si sono assentati volontariamente, come per Ravera su Ata o Venturelli sugli asili. Per noi quell’atto va revocato».

Il consigliere Ghiso respinge l’accusa di conflitto d’interessi ma è disponibile al confronto. «Federpreziosi rappresenta i gioiellieri la cui attività prevalente è la vendita di oro e preziosi, non l’acquisto. Prendo atto di questa richiesta ma respingo ogni ipotesi di conflitto d’interesse, mi sembra una forzatura – spiega Ghiso -. Come federazione lavoriamo in collaborazione con le forze dell’ordine e, in generale, credo che l’ultima cosa di cui abbia bisogno Savona siano polemiche sterili, nessuno è favorevole all’espansione delle slot ma si tratta di un problema che va gestito tenendo conto che lo Stato ha legiferato su tale tipologia di giochi legali. In ogni caso sono a disposizione e, se dovesse essere rilevato un problema, sarò il primo ad alzarmi e uscire dall’aula nelle prossime occasioni».

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