(Jamma) – “Tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro settore hanno ben chiaro quanto sia importante, nell’ambito della Riforma del comparto, una ristrutturazione coordinata e completa del prodotto “scommessa ippica”.

Il nostro mondo dispone ancora di un potenziale economico enorme che potrebbe, se ben gestito, determinarne la rinascita e senza il quale qualsiasi riforma della Governance risulterebbe inutile” scrive in una nota la Lega Ippica Italiana.

“Alla vigilia della definizione dei Decreti previsti dal Collegato Agricolo prendiamo atto, con estrema preoccupazione, ancora una volta, che alcuni operatori commerciali, prevalentemente esteri, privi della volontà di garantire risorse al settore ed interessati unicamente al mercato degli scommettitori italiani, stanno spingendo per una soluzione parziale ed asservita esclusivamente ai loro meri interessi di breve periodo per introdurre il prodotto ippico nel palinsesto complementare” aggiunge la Lega Ippica Italiana.

“Sono pronti, anche tecnicamente, a commercializzare prodotti ippici che nulla hanno a che fare con la Filiera indigena e che segnerebbero il definitivo declino se non pensati quale mero complemento ad una riforma complessiva che abbia, nelle scommesse a totalizzatore e nella riforma del prodotto TQQ e della sua distribuzione, il punto focale in grado di generare la parte più significativa delle risorse necessarie all’auto finanziamento.

Un quadro organico assimilabile a quelli delle realtà ippiche più tutelate ed efficienti come quella francese e quella scandinava. Semmai, un provvedimento parziale, potrebbe al massimo contenere argomenti di equità di trattamento fiscale, quali ad esempio la determinazione dell’aliquota della tassa sul margine della quota fissa, che altro non sarebbe che un tardivo riconoscimento di quanto già determinato in altre situazioni analoghe” chiarisce la Lega Ippica Italiana.

“L’introduzione del “palinsesto complementare”, e qualsiasi modifica della “disponibilità e delle finalità dell’utilizzo” del segnale televisivo, regolata dalla Legge 449/1999 (art.2 comma 5) e posta in carico oggi al Mipaaf, in uno scenario parziale che ancora sconta l’anacronistica vicenda dei doppio totalizzatore e l’azzeramento di fatto del prodotto TQQ, a causa dell’ingiustificata inerzia di molti che avrebbero potuto fare e non hanno fatto, sarebbero l’ennesimo scippo ai danni della Filiera.

Tutto ciò vale anche e soprattutto a fronte di una proclamata ma minima remunerazione. Si, tutto quello che sarà ippica nel “palinsesto complementare” dovrà portare risorse al settore e il segnale televisivo ed i diritti su tutte le immagini delle corse italiane e delle corse estere utilizzate in Italia devono restare in capo al settore ma non potrà, in assenza della riforma organica, complessiva ed efficace dell’intero bouquet di cui si compone il prodotto ippico, metterne a repentaglio la continuità se avviato prima dei ben più fondamentali passaggi di riforma del prodotto. Oggi più che mai occorre stare con gli occhi ben aperti affinché, al di là degli schieramenti, chi non si cura del futuro del settore non abbia minimamente il sopravvento” conclude la Lega Ippica Italiana.

Commenta su Facebook