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(Jamma) “Ho preferito rimanere in silenzio nei giorni successivi alla manifestazione del 31 maggio scorso e all’incontro con il sottosegretario Baretta. Non ho voluto partecipare al solito teatrino di chiacchiere ed accuse reciproche alle quali il settore

si è ormai tristemente abituato. Ero presente anche io all’incontro e ho personalmente chiesto conto al Sottosegretario del fatto che consigliasse l’istituzione di un tavolo di crisi al Mise piuttosto che rispondere alle legittime istanze del settore in merito alla riduzione del Preu ed alle modalità di riduzione delle awp previste dalla ‘manovrina’“. Sono parole di Libero Iannaccone, uno dei promotori della manifestazione contro le disposizioni sulle slot contenute nella Manovra Bis.


“Ci siamo presentati con 4 punti ben delineati- prosegue- :
a) Tutela della filiera produttiva e tutela dell’occupazione con riconoscimento giuridico del gestore;
b) Equità della tassazione;
c) Riduzione e riordino organico di tutte le offerte di gioco;
d) Riduzione sulla base di un nuovo decreto sul contingentamento.

Il sottosegretario ha risposto:
a) Istituzione di un contratto tipo per riconoscimento indiretto del Gestore;
b) Tavolo di crisi al Mise per supportare le aziende ed i lavoratori vista l’ inevitabile perdita di posti di lavoro ( dato da quantificare);
c) Invito a preparare proposte su modalità di riduzione degli apparecchi sempre però rispettando il decreto già in essere che ne lascia in capo la responsabilità alle Concessionarie;
d) Passaggio entro il 01/01/2018 alla tassazione sul margine;

In sostanza ci si è lasciati con le parole chiarissime del sottosegretario in merito al Preu: “Non ci sono margini per intervenire sulla riduzione richiesta né sulla redistribuzione del carico su altri giochi a causa delle richieste dell’ Europa sulla strutturalità dei provvedimenti”.

Sugli altri punti invece ci si è dato appuntamento fra una quindicina di giorni con proposte del settore sui punti su esposti.

Lascio ad altri migliori di me capire se l’ incontro sia stato utile oppure no, ma non posso esimermi dal fare alcune considerazioni.

In primis sul Preu. Il sottosegretario è stato chiaro, nessun margine di manovra per la riduzione e la tassazione sul cassetto avverrà a saldi invariati, cioè il gettito deve essere lo stesso di ora (altrimenti la misura non sarebbe strutturale come richiesto dall’ Europa) e comunque sicuramente non in questa legislatura e con questo governo,spero.

Allora chiedo ai miei colleghi, visto il fallimento della trattativa sul Preu che doveva essere preludio all’astensione sulla raccolta, qual è il piano b? Non sarebbe meglio per tutti appoggiare almeno il taglio di due punti del payout in maniera facoltativa? Mi sembra una scelta di buonsenso visto che ogni azienda al suo interno potrebbe decidere se attuarlo oppure no, anche in funzione di un nuovo possibile aumento nella prossima legge di stabilità.

Capisco che sia un segnale sbagliato di disponibilità a trattare sempre e comunque ma dall’ altra parte quale alternativa abbiamo se non quella di licenziare o chiudere? Trovo che sia assolutamente da irresponsabili non provare a chiedere la riduzione sempre che ci sia ancora tempo per farlo e le Associazioni se ne assumeranno la responsabilità.
La seconda osservazione riguarda il tavolo di crisi al Mise ( Ministero dello Sviluppo Economico ) penso che allo stato delle cose sarebbe utile sia per le opportune coperture ai nostri collaboratori sia perché con un tavolo di crisi aperto sarebbe difficile per un governo agire aumentando ulteriormente la tassazione.
Oggi, 6 giugno, mi piacerebbe si discutesse di questo non delle scaramucce tra Associazioni e rappresentanti vari, che seppur in buona fede impediscono che si focalizzi e si concentri tutta l’azione e le forze in campo al raggiungimento di questi obiettivi , per il bene di tutti”.

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