(Jamma) – Global Starnet ribadisce la sua estraneità alle presunte accuse di corruzione e riciclaggio che le sono state addebitate, confermando quanto rilasciato da Francesco Corallo, azionista di riferimento della società, in una recente intervista a un quotidiano internazionale.

“La notifica di decadenza della concessione da parte dei Monopoli – scrive in una nota l’azienda – ha fatto seguito infatti all’avvio di un procedimento basato su una presunta accusa di riciclaggio e corruzione che – nelle parole di Corallo – non sono fattispecie che gli sono state contestate. Il reato riguarda invece il mancato versamento d’imposta (il Preu ossia quanto raccolto dai concessionari e versato come imposta allo Stato dal sistema del gioco legale) per il periodo di imposta 2004-2006.

Il pagamento del Preu – prosegue la nota – come più volte è stato confermato dalla società (che è in possesso dei piani di rateizzazione rilasciati dagli enti competenti), è stato interamente saldato come confermato dalle parole di Francesco Corallo che dice che il Preu “è stato pagato in ritardo, ma abbiamo pagato tutto”. Global Starnet infatti ha proceduto al versamento delle tasse sul gioco con regolare rateizzazione, come previsto dalla legge, con una modalità per altro utilizzata da altri 5 concessionari sul mercato nazionale del gioco nello stesso periodo di imposta che va dal 2004 al 2006.

All’azienda risulta incomprensibile il motivo per cui, a parità di comportamenti e di condizioni, Global Starnet sia l’unica ad essere oggetto delle attenzioni delle autorità competenti. Una simile disparità di trattamento e la richiesta di revoca della concessione, ottenuta legalmente, rischiano di compromettere il futuro delle 300 famiglie che lavorano direttamente nella società, senza considerare i possibili effetti sull’indotto generato dal gioco legale e la gestione, almeno pro tempore, del mancato gettito (pari a circa 70 milioni di euro al mese) che oggi e in modo altamente efficiente Global Starnet raccoglie per conto dello Stato.

Dalla elevata attenzione mediatica – conclude la nota – riservata alla vicenda giudiziaria connotata da informazione insufficientemente veritiera, non può che sorgere il legittimo sospetto che si vogliano tutelare indicibili interessi a danno della sottoscritta Società”.

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