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(Jamma) – In merito alle affermazioni emerse nel corso della trasmissione Porta a Porta andata in onda mercoledì 26 aprile, alla quale ha partecipato Gianfranco Fini, Global Starnet, ex Atlantis B Plus, intende fornire alcune precisazioni sulle circostanze che la riguardano.

“Per quanto concerne il finanziamento concesso dalla Banca Popolare di Milano alla Società per l’acquisto dei diritti delle Videolotteries (d.l. n. 39/2009 e L. legge 3 agosto 2009, n. 102) per un totale di 180 milioni di euro (12 mila diritti per 15.000 euro ciascuno), l’importo erogato dalla banca non è stato pari a 150 milioni bensì 105 milioni di euro, mentre gli ulteriori 75 milioni sono stati versati allo Stato con fondi propri della Società.

Global Starnet, ex Atlantis B Plus, ha restituito interamente il finanziamento erogato dalla BPM integrato della quota interessi pari a circa sette milioni di euro.

La contestata evasione fiscale attribuita a Francesco Corallo e alla Società, su cui si sono soffermati i servizi trasmessi durante la trasmissione e i partecipanti al dibattito in studio, è insussistente, come certificato dall’Agenzia delle Entrate che ha escluso carichi pendenti a carico di Global Starnet, ex Atlantis B Plus.

Quanto al reato di peculato, contestato dalla Procura di Roma a Francesco Corallo, il vaglio dibattimentale porrà rimedio al manifesto abbaglio, benchè incolpevole, dei Magistrati inquirenti, errore evitabile con un migliore impegno cognitivo dei diversi provvedimenti normativi che qualificano il PREU un tributo posto a carico dei concessionari che, TUTTI indistintamente, come previsto dalla disciplina di settore, ricevuto l’avviso di liquidazione ebbero a provvedere al pagamento di quanto dovuto all’erario mediante la rateizzazione con supplemento di sanzioni ed interessi che per la sola Atlantis Gioco legale limited ammontava a circa dieci milioni di euro.

A tal proposito è necessario rilevare che la predetta società già nell’anno 2014 aveva integralmente estinto il debito PREU.

Suscita, quantomeno, stupore, e per questo appare incomprensibile, la ragione per la quale nessuno dei rimanenti nove concessionari che hanno adempiuto al saldo della imposta PREU con le medesime modalità adottate della società Atlantis non hanno ricevuto neppure un avviso di garanzia diversamente da Francesco Corallo che per questa ragione si trova inspiegabilmente detenuto in custodia cautelare con applicazione della misura cautelare di maggior rigore.

La Società, infine, conferma e dimostrerà nelle sedi deputate quanto affermato da Gianfranco Fini durante la trasmissione, ovvero di non aver mai beneficiato di alcunché dai rapporti intercorsi tra la famiglia Tulliani, Giancarlo Fini e Francesco Corallo”.

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