(Jamma) – “La riforma proposta dal governo per il riordino del settore dei giochi non ci convince al 100%. Di buono c’è che va in una direzione verso la quale si punta sulla formazione, ad alzare gli standard necessari per regolamentare e togliere linfa alla criminalità”. E’ quanto dichiarato a Roma da Luigi Nevola, presidente de La Sentinella, nell’ambito della conferenza “Gli italiani e il gioco d’azzardo: la percezione, le analisi, il Gap e le nuove regole”. “La formazione deve però essere presa seriamente” ha aggiunto. “Viviamo in un paese che è agli ultimi posti negli investimenti sulla formazione. Voglio tornare a sottolineare le politiche scellerate introdotte dall’amministrazione provinciale di Bolzano, che hanno creato gravi danni, credo sia la provincia che offre più gioco irregolare e illegale in Italia. A livello nazionale ringrazio il sottosegretario per la proposta di riduzione delle macchine. Noi siamo convinti che ci debba essere riduzione delle awp, ma non in maniera generalista. Riteniamo che la riduzione debba partire per singolo esercizio. Questo per evitare una serie di incomprensioni. In modo specifico ci piacerebbe che ci fossero macchine nei locali generalisti con dimensione sotto i 50mq, in questo caso una sola awp, nei locali tra 50 e 100mq due awp e sopra i 100mq tre awp. Io non sono un proibizionista, perchè non è pedagogicamente corretto. Bisogna creare una cultura che sappia affrontare le cose. Ci deve essere una regolamentazione responsabile, vanno tutelati gli imprenditori e il mercato, i dipendenti, non solo i soggetti deboli che rischiano di diventare giocatori patologici. Se chiudiamo tutte le sale abbiamo centinaia di padri di famiglia a casa. Un’altra proposta che facciamo riguarda il divieto di somministrazione di alcol nelle sale. Dove si gioca non si deve bere. Infine al sottosegretario diciamo che riteniamo importante ci sia un contrappeso all’introduzione della differenziazione delle sale di tipo A e B. Si elevano gli standard? Bene, ci saranno più controlli nei locali dedicati, ma dato che noi abbiamo a cuore la tutela di tutte le persone, dalla parte debole a quella forte, è fondamentale che tutte le regole, dai distanziometri ai limiti orari, vadano a decadere per le sale certificate per evitare la diffusione dell’illegalità” ha concluso.

“Noi ovviamente siamo per la liberalizzazione del mercato. Siamo assolutamente per l’antiproibizionismo” ha precisato Andrea Maria Villotti, direttore del Milton Friedman Institute. “Ma una regolamentazione è comunque necessaria. La certificazione delle sale di tipo A è molto liberale, permette indipendenza da quelle che sono le distanze e le restrizioni orarie. All’interno di questa buona riforma auspichiamo che sia prevista anche la tutela degli altri operatori del settore, come quelli che operano nei tabacchi” ha detto parlando della proposta di riordino del governo agli Enti locali.

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