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(Jamma) – “Come ha sottolineato Daria Petralia, non c’è armonizzazione a livello europeo in questo settore, ma una forma di cooperazione molto importante che dà dei frutti altrettanto importanti. Per esempio in materia di pubblicità, nella nostra legge di Stabilità 2016 abbiamo ripreso le raccomandazioni del gruppo di esperti e della Commissione applicandole al caso italiano”.

Lo ha detto Alessandro Aronica (Adm), presentando l’intervento di Claire Pinson (Autorité de régulation des jeux en ligne), nell’ambito del convegno “Gioco online, problemi, opportunità e strategie future”, organizzato all’Università degli Studi di Salerno dall’ateneo e dall’Osservatorio internazionale sul gioco.

“Il mercato francese vale circa la metà di quello italiano. La spesa dei giocatori infatti è stata lo scorso anno di 9,5 miliardi, contro gli oltre 19 miliardi dell’Italia. Stesso discorso anche per le risorse erariali derivanti dai giochi che in Francia sono state di 5,5 miliardi. Nel nostro paese però l’online ha un peso maggiore sul segmento del gioco, visto che vale circa l’8% della spesa, quasi il doppio dell’Italia. In Francia l’organizzazione monopolistica è stata in un certo modo messa in crisi dal gioco online. Infatti si è dovuto provvedere ad una maggiore apertura del mercato per contrastare la forte ingerenza, per quanto riguarda il mercato delle scommesse sportive, del gioco illegale. E’ comunque un’apertura ancora prudente. In Francia esiste un’autorità, l’Arjel, che si occupa specificatamente del gioco online. Dopo un inizio nel quale il settore dell’online è stato sottovalutato, oggi c’è più consapevolezza della sua complessità e quindi ci saranno altri interventi di tipo normativo”.

La Pinson è anche intervenuta sulle differenze tra i vari paesi. “Ogni stato ha delle sue specificità culturali che lo rendono difficilmente armonizzabile, nel settore del gioco, con altri paesi. Ad esempio l’ippica in Francia ha ancora un mercato molto importante, mentre in Italia è stata molto ridimensionata. Un’altra specificità del mercato francese è il divieto di pubblicità per il gioco online, elemento di differenziazione dall’Italia. In Francia possono operare operatori che hanno sede legale in un altro stato membro. La maggior parte degli operatori attuali sono attivi anche in diversi altri paesi europei ed extra europei. La tassazione è ancora sulla raccolta, in Italia è passata sul margine”.

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