(Jamma) – “Quanto prima sarà emanato il bando di gara per l’online, che ci consentirà di recuperare operatori rimasti nel mercato sommerso. Puntiamo inoltre a una più puntuale tracciatura della filiera di gioco che ci permetta di conoscere oltre agli operatori anche altri soggetti. Entro fine anno vorremmo definire le linee guida per la pubblicità sul web: il tutto per portare il mercato nei confini della regolamentazione e tutelare il giocatore”.

E’ quanto ha dichiarato Daria Petralia (Dirigente Responsabile Gioco a Distanza ADM), nel corso di un convegno sul gioco online al Politecnico di Milano. “E’ importante in questo momento guardare con rigore ai numeri del settore. Nonostante la penetrazione dell’online sia intorno al 5%, è grande la percezione nell’opinione pubblica della diffusione del gioco via internet. La diffusione dei giochi non regolati e non vietati ai minori danno spesso la percezione che il gioco sia diffuso fra i giovani e fra gli Under 18, ma molto è stato fatto in termini di emersione del sommerso. E’ cresciuto costantemente – ha proseguito la Petralia – il circuito legale, cresce assorbimento domanda di gioco online. La crescita della spesa è spiegabile in termini di giocatori che precedentemente giocavano su siti non autorizzati, e che ora giocano in un circuito legale: più che il dato della spesa, siamo soddisfatti dell’accresciuto numero di tutela dei giocatori. L’anagrafe dei conti di gioco fa sì che il giocatore abbia tutte le informazioni e che queste possano essere comunicate alle forze dell’ordine.

Il giocatore tracciato e monitorato si lega a un operatore soggetto ad antimafia, antiriciclaggio, normativa su dati personali. Completamento dell’offerta di gioco e l’introduzione della tassazione sul margine ha permesso agli operatori di investire in innovazione anzichè versare denaro per pagare tassazione sulla raccolta. In Europa – rende noto la Petralia – si stanno sviluppando nuove regolamentazione del settore, ci si muove nella direzione di liquidità condivisa e internazionale, e molto a cuore abbiamo l’iniziativa per introdurre standard comuni di certificazione che potrebbero alleggerire la duplicazione di oneri amministrativi”.

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