(Jamma) “Zaia è di fronte a un bivio: può fare del Veneto l’alfiere della battaglia contro l’azzardo o piegarsi a logiche di comodo che vanno a discapito della salute dei cittadini e dell’economia. A lui la scelta, che dovrà compiere quando la prossima settimana in sede di Stato Regioni. Se il 3 e 4 maggio a Roma la Conferenza dovesse raggiungere  l’’intesa, avremmo una riduzione formale dei luoghi di azzardo, che diverrebbero però mini casinò non soggetti alle norme locali e liberi di piazzarsi vicini a chiese, scuole, centri di aggregazione. E’ sufficiente la contrarietà di un solo presidente di Regione per far saltare il piano che il governo cerca di attuare da anni. imbrigliare i sindaci togliendo loro potere su questa materia”.

 

Così il deputato veneto del M5s Federico D’Incà.

 

“Se le Regioni si faranno ingolosire dalla proposta del  governo, l’opera paziente di tanti sindaci che negli anni hanno prodotto norme di contrasto all’azzardo verrebbero vanificate in un colpo solo. Nel Veneto hanno prodotto delibere in tal senso i comuni di Venezia, Rovigo, San Donà di Piave, Mira, Porto Tolle e altri ancora: sabotare il loro lavoro sarebbe imperdonabile. Il presidente del Veneto faccia la sua scelta tenendo bene a mente questi fattori.”.

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