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(Jamma) – E’ atteso oggi in Aula il voto finale sul ddl di conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo. La manovra passerà quindi al Senato per la seconda lettura.

Ieri la Camera ha votato, con 315 voti favorevoli e 142 contrari, la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del provvedimento nel testo della Commissione.

Oggi in mattinata si è proceduto alla votazione degli ordini del giorno riferiti al testo ed è stato espresso parere favorevole per quelli riguardanti il settore dei giochi.

In particolare è stato espresso parere favorevole all’odg presentato da Tabacci (DS) e Palese (Misto), i quali hanno chiesto che la riduzione degli apparecchi venga distribuita in modo equo su tutta la filiera, anche in rapporto con i gestori proprietari degli apparecchi.

“La Camera, premesso che: l’articolo 1 comma 943 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ha previsto la riduzione in misura non inferiore al 30 per cento del numero degli apparecchi attivi alla data del 31 luglio 2015, riferibili a ciascun concessionario; tale riduzione è attuata secondo le modalità indicate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze; considerato peraltro che alla data del 31 dicembre 2017 il numero complessivo dei nulla osta di esercizio non può essere superiore a 345.000 e che tali nulla osta non possono più essere rilasciati dopo il 31 dicembre 2017; considerato altresì che alla data del 30 aprile 2018 il numero complessivo dei nullaosta di esercizio non può essere superiore a 265.000; ritenuto che ciascun concessionario della rete telematica entro il 31 dicembre 2017 procede alla riduzione di almeno il 15 per cento del numero dei nulla osta attivi ad esso riferibili alla data del 31 dicembre 2016; ritenuto inoltre che entro il 30 aprile 2018 i concessionari procedono alla riduzione proporzionalmente al numero di nulla osta attivi ad essi riferibili alla data del 31 dicembre 2016, fino a raggiungere il numero di 265.000; considerato che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli procede d’ufficio alla revoca dei nulla osta di esercizio eccedenti, qualora alla date del 31 dicembre 2017 e alla data del 30 aprile 2018 il numero complessivo degli stessi risulti superiore a quello indicato; considerato inoltre che la revoca d’ufficio dei nulla osta di esercizio avviene secondo criteri di proporzionalità in relazione alla distribuzione territoriale regionale e sulla base della redditività degli apparecchi; ritenuto che esistono preoccupazioni da parte dei gestori proprietari degli apparecchi affinché tale riduzione sia effettuata in modo equo su tutta la filiera, impegna il Governo a garantire, per il tramite dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che la riduzione degli apparecchi venga distribuita in modo equo su tutta la filiera, anche in rapporto con i gestori proprietari degli apparecchi”.

Parere favorevole è stato espresso per l’odg a firma Bersani e altri deputati del Pd, che hanno chiesto al Governo di valutare l’opportunità di adottare, in sede di applicazione delle nuove norme in materia di riduzione degli apparecchi da divertimento, ogni iniziativa di competenza finalizzata ad applicare quale criterio prioritario la maggiore vicinanza a scuole o altri edifici sensibili individuati dagli enti locali.

“La Camera, premesso che: il provvedimento in esame, seguito delle modifiche introdotte presso la Commissione V (Bilancio) dispone la scansione temporale entro la quale dovrà essere attuata la riduzione del 30 per cento del numero dei nulla osta di esercizio degli apparecchi new slot (AWP), prevista dalla legge di stabilità 2016; in particolare, si prevede che entro il 31 dicembre 2017 i nulla osta non potranno essere superiori a 345.000 ed entro il 30 aprile 2018 non potranno essere superiori a 265.000; inoltre, si prevede un decreto ministeriale, da emanarsi entro il 31 luglio 2017, per individuare le modalità attuative; si ricorda che l’articolo 1, comma 943, della legge n. 208 del 2015 prevede la riduzione proporzionale, in misura non inferiore al 30 per cento, del numero dei nulla osta di esercizio relativi ad apparecchi attivi alla data del 31 luglio 2015, riferibili a ciascun concessionario; la relazione allegata all’emendamento governativo approvato in Commissione V (Bilancio) afferma che il numero di nulla osta dei predetti apparecchi alla data del 31 luglio 2015 era pari a 378.109, mentre attualmente – secondo il Governo – gli apparecchi sul mercato sono circa 400.000. La riduzione a 265.000 realizzerebbe sostanzialmente l’obiettivo del 30 per cento prescritto dalla norma citata; si prevede, inoltre, che i concessionari provvedano a ridurre, in un primo momento entro il 31 dicembre 2017 di almeno il 15 per cento del numero dei nulla osta attivi al 31 dicembre 2016 (non 31 luglio 2015, come indicato dalla norma della stabilità 2016); la riduzione a 265.000 entro il 30 aprile 2018 sarà raggiunta in proporzione al numero dei nulla osta riferibili a ciascun concessionario alla data del 31 dicembre 2016; infine, si dispone che nel caso in cui alle date del 31 dicembre 2017 e del 30 aprile 2018 il numero complessivo dei nulla osta risulti superiore, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli possa procedere d’ufficio alla eliminazione dei nulla osta eccedenti, secondo criteri di proporzionalità in relazione alla distribuzione territoriale regionale, sulla base della redditività degli apparecchi registrata in ciascuna regione nei dodici mesi precedenti e che i concessionari devono procedere al blocco degli apparecchi corrispondenti ai nulla osta eliminati entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione da parte dell’Agenzia, avviando le procedure di dismissione degli stessi apparecchi. La violazione di tale obbligo è punita con la sanzione amministrativa di 10.000 euro per ciascun apparecchio, impegna il Governo a valutare l’opportunità di adottare, in sede di applicazione delle nuove norme in materia di riduzione degli apparecchi da divertimento di cui al presente provvedimento, ogni iniziativa di competenza finalizzata ad applicare quale criterio prioritario la maggiore vicinanza a scuole o altri edifici sensibili individuati dagli enti locali”.

Parere favorevole è stato espresso anche per l’odg Barbanti e Boccadutri (PD), i quali hanno chiesto l’introduzione della tessera sanitaria e di definire ulteriori procedure finalizzate a contrastare il riciclaggio e l’illegalità, ma soprattutto a rafforzare l’esclusione dei minori e la battaglia contro il gioco patologico. 

“La Camera, premesso che: il settore dei giochi è stato oggetto di numerosi interventi legislativi, finalizzati non solo a reperire maggiori entrate, ma anche a contrastare il fenomeno del gioco illegale, alla tutela dei minori e alla lotta alla ludopatia; il provvedimento in esame, in particolare, all’articolo 6 incrementa la misura della tassazione – in termini di prelievo erariale unico sulle somme giocate o di ritenuta sulle vincite – su alcune tipologie di giochi; fra le norme introdotte in sede referente, l’articolo 5-bis dispone che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli proceda all’inibizione dei siti web recanti pubblicità di giochi, scommesse e concorsi operanti in difetto di concessioni o autorizzazione e l’articolo 6-bis che la prevista riduzione del 30 per cento del numero dei nulla osta agli apparecchi new slot, che ne porterà il numero a 265 mila, debba determinarsi entro il 30 aprile 2018; allo scopo di rafforzare le misure già approvate, in particolare per tracciare il flusso giocatore-giocata- vincita in maniera incontrovertibile e istantanea, onde poter attivare azioni di intervento volte a contrastare il fenomeno del riciclaggio, ma soprattutto a prevenire i sintomi della ludopatia, risulta opportuno individuare ulteriori idonei strumenti a livello normativo; prevedere uno strumento autorizzatorio al gioco attraverso il sistema della tessera sanitaria, la cui presentazione o utilizzo potrebbe costituire condizione sine qua non per l’accesso al gioco, comprensivo di disposizioni sanzionatorie per chi installi in locali aperti al pubblico apparecchi o videoterminali di gioco non conformi ai criteri dettati dal Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, sentita l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, metterebbe a disposizione funzioni per rilevare comportamenti di gioco compulsivo, ed eventualmente porre in essere misure preventive, e per escludere efficacemente i minori dai giochi, impegna il Governo a definire ulteriori procedure finalizzate a contrastare il riciclaggio e l’illegalità, ma soprattutto a rafforzare l’esclusione dei minori e la battaglia contro il gioco patologico, incidendo sulle modalità di accesso agli apparecchi da intrattenimento previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 11 giugno 1931, n. 773, e prevedendo, in particolare, l’utilizzo della tessera sanitaria quale strumento d’autorizzazione al gioco”.

Pare favorevole, infine, anche per l’odg dell’on. Laffranco (FI) che affronta invece il problema della formazione professionale dei tabaccai.

“La Camera, premesso che: con le disposizioni contenute nell’articolo 5 del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, si introducono nuove disposizioni in materia di accise sui tabacchi, disponendo, in particolare, la variazione di alcune componenti e misure che costituiscono l’accisa sui tabacchi lavorati; la vendita dei tabacchi è effettuata a mezzo delle rivendite di generi di monopolio affidate a privati in concessione a seguito di procedure ad evidenza pubblica ed in presenza, in capo ai diretti interessati, di specifici requisiti personali volti a garantire il rispetto dei necessari parametri di onorabilità, affidabilità e professionalità nello svolgimento dell’attività; le concessioni per la vendita dei tabacchi hanno durata non superiore ad un novennio alla cui scadenza, fermo restando la sussistenza in capo all’interessato delle medesime condizioni prescritte per il primo affidamento, possono essere rinnovate in capo agli stessi titolari; l’espletamento dell’attività di rivendita di generi di monopolio, in base all’articolo 55, comma 2-quinquies del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito con modificazioni in legge n. 122 del 2010, prescrive l’obbligo dell’acquisizione dell’idoneità professionale in capo ai tabaccai, attraverso appositi corsi di formazione disciplinati sulla base di convenzione stipulata tra l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli (già Amministrazione Autonoma dei monopoli di Stato) e le organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, da conseguirsi entro sei mesi dall’assegnazione della concessione, al fine precipuo di garantire la maggiore tutela degli interessi pubblici erariali e di difesa della salute pubblica; il Legislatore è recentemente intervenuto su tale normativa prevedendo, con l’articolo 1, comma 16-bis del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito con modificazioni dalla legge n. 225 del 2016, che la suddetta idoneità professionale debba essere conseguita entro sei mesi dall’assegnazione o dal rinnovo della concessione, pena la decadenza della stessa; l’attuale formulazione del punto 9-bis dell’articolo 6 della legge n. 1293 del 1957, come introdotto e modificato dalle norme sopra richiamate, nella locuzione «entro sei mesi dall’assegnazione o dal rinnovo», limitandosi ad un’interpretazione testuale disgiunta da ogni necessaria valutazione sistematica dell’intero apparato normativo riferibile alla materia, potrebbe indurre a ritenere che l’obbligo in parola debba essere assolto alternativamente da chi assume per la prima volta la titolarità di una tabaccheria oppure da chi, essendone già titolare alla data di entrata in vigore della norma, stia procedendo al primo rinnovo novennale della concessione; qualora si avvalorasse tale indirizzo interpretativo testuale e non sistematico si potrebbe addirittura ritenere che il Legislatore, richiamando il «rinnovo» e non «il primo rinnovo» come dies a quo per l’assolvimento dell’obbligo in parola, abbia voluto riservare al diretto interessato la possibilità di valutare, personalmente ed in modo insindacabile, se perseguire la prescritta idoneità professionale all’atto dell’assegnazione, al primo rinnovo o, addirittura, ad uno dei successivi rinnovi; tale interpretazione, implicherebbe la sostanziale neutralizzazione dell’obbligo in parola nella misura in cui la gestione di una tabaccheria finirebbe per essere legittimamente affidata a chi, in virtù dell’opzione prevista dalla norma, ben potrebbe decidere di soprassedere inizialmente dal perseguire la prescritta idoneità professionale riservandosi di acquisirla all’atto dei successivi rinnovi, salvo decidere di consentire il subentro di altro soggetto nella titolarità della medesima tabaccheria senza essere stato mai dichiarato idoneo; considerato che: la particolare natura dell’attività svolta, con riferimento a prodotti peculiari come il tabacco, i giochi pubblici ed i servizi di interesse per la collettività, notoriamente caratterizzati da una disciplina attenta e rigorosa, e i costanti mutamenti che intervengono nelle relative regolamentazioni, hanno evidenziato la necessità di prevedere soluzioni di legge che consentano di sostenere e supportare nel tempo il più adeguato aggiornamento professionale per i tabaccai e, conseguentemente, accertare con periodicità il perdurare della prescritta idoneità professionale quale condizione necessaria ed imprescindibile per lo svolgimento dell’attività, così da garantire costantemente il pieno rispetto delle vigenti prescrizioni di legge e di ogni altra pratica, finalizzata a controllare il corretto andamento dei servizi erogati e la presenza di eventuali anomalie nel comportamento dei consumatori; lo svolgimento dell’attività di rivenditore di generi di monopolio è caratterizzata da imprescindibili e connessi motivi imperativi di interesse generale quali, tra gli altri, la tutela della sanità pubblica, la tutela dei minori, il mantenimento dell’ordine sociale, la tutela dei consumatori, la tutela degli interessi erariali, in ragione dei quali, come più volte ribadito dalla giurisprudenza nazionale, la rivendita di tabacchi costituisce un’eccezione nel campo delle attività economiche che esula dalle caratteristiche tipiche delle normali attività economiche e commerciali; le rivendite di generi di monopolio, proprio perché luoghi fisici preposti a svolgere attività direttamente connesse ad interessi pubblici di rango superiore, non rientrano nell’ordinaria regolamentazione delle attività commerciali, rimanendo per le stesse legittimamente operanti quelle specifiche restrizioni di funzionamento previste dalla normativa speciale ed altrimenti non compatibili rispetto a quanto disposto a livello generale dalla legislazione nazionale e comunitaria;
ritenuto che: il Legislatore, intercettando opportunamente tali esigenze volte alla qualificazione professionale continua dei rivenditori quali soggetti preposti allo svolgimento di una particolare attività rispetto alla quale operano particolari esigenze pubbliche connesse alla tutela della salute e degli interessi erariali, ha inteso introdurre l’obbligo di conseguire l’idoneità professionale sia all’atto dell’assegnazione che in tutti i rinnovi novennali della concessione previsti dalla disciplina di settore, a pena di decadenza; per quanto riguarda l’assolvimento dell’obbligo in parola all’atto del rinnovo della concessione novennale, si pone la necessità di prevedere in sede applicativa l’adozione di soluzioni che consentano di disciplinare situazioni eccezionali specifiche come quelle delle rivendite speciali per le quali la normativa di settore prevede la possibilità di ottenere rinnovi di concessione per periodi inferiori al novennio, il che implicherebbe per i titolari delle stesse l’obbligo di conseguire l’idoneità professionale al rinnovo con una periodicità differente rispetto all’ipotesi ordinaria novennale; debba essere esclusa una tale difformità applicativa rispetto ad un obbligo di legge che, diversamente, risulterebbe in contrasto con i principi di eguaglianza e parità di trattamento di fronte alla legge nonché di imparzialità della pubblica amministrazione, impegna il Governo ad adottare ogni misura che renda palese e vincolante l’obbligo di formazione professionale per la gestione di una rivendita di generi di monopolio all’atto dell’acquisizione della concessione per i nuovi assegnatari, al primo rinnovo utile per coloro che sono già titolari di rivendita ma non hanno ancora conseguito l’idoneità professionale e, successivamente, per gli uni e per gli altri ogni nove anni”.

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