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(Jamma) – L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli comunica che in data 27 marzo 2017 è “stato notificato alla Società Global Starnet Srl (già BPlus Giocolegale Limited Srl) il provvedimento di decadenza dalla concessione per la gestione della rete telematica relativa agli apparecchi da divertimento e intrattenimento.

Il provvedimento fa seguito all’avvio del procedimento, notificato il giorno 13 dicembre 2016, e alle controdeduzioni prodotte dal concessionario. Il provvedimento si basa su più motivi, riconducibili principalmente: a) alla previsione di cui all’art. 24, comma 25, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 (secondo cui “non può partecipare a gare o a procedure ad evidenza pubblica nè ottenere il rilascio o rinnovo o il mantenimento di concessioni in materia di giochi pubblici il soggetto il cui titolare o il rappresentante legale o negoziale ovvero il direttore generale o il soggetto responsabile di sede secondaria o di stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, risulti condannato, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputato, per uno dei delitti previsti dagli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e dagli articoli 314, 316, 317, 318, 319, 319-ter, 320, 321, 322, 323, 416, 416-bis, 644, 648, 648-bis e 648-ter del codice penale… Il medesimo divieto si applica anche al soggetto partecipato, anche indirettamente, in misura superiore al 2 per cento del capitale o patrimonio da persone fisiche che risultino condannate, anche con sentenza non definitiva, ovvero imputate, per uno dei predetti delitti…”.).

Infatti, presso il Tribunale di Milano è in corso il processo penale, che vede quale “imputato” il socio di riferimento del concessionario, per il delitto previsto dall’art. 416, commi 1 e 2, c.p.; b) all’accertata sussistenza di: “situazioni anomale e comunque sintomatiche di condotte illecite attribuibili ad un’impresa aggiudicataria” (così TAR Lazio, Sez. II, sentenza n. 12437 del 10.12.2014); – “comportamenti … illeciti sotto il profilo fiscale o penale o rilevanti sotto il profilo della responsabilità contrattuale; irregolarità e inefficienze gestionali; attitudini illecite e/o scorrette sul piano dei rapporti con l’Erario, o condizionamenti interni alla gestione societaria” (sentenza n. 5737/2015 del 18.12.2015, il Consiglio di Stato, Sez. III); c) all’esaurimento del rapporto fiduciario tra lo Stato e il concessionario; d) all’omesso adempimento dell’obbligo di sottoscrizione dell’atto integrativo della convenzione di concessione, previsto dall’art. 1, comma 79, della legge n. 220 del 2010. Il provvedimento di decadenza prevede, a termini di convenzione, un periodo transitorio di sei mesi, in considerazione del fatto che la cessazione immediata dell’attività potrebbe determinare dannose soluzioni di continuità del servizio e la mancata acquisizione di entrate erariali. Durante tale periodo, la società è tenuta a garantire la prosecuzione delle attività e funzioni ordinarie oggetto della concessione, secondo le norme e procedure vigenti”.

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