Il GIP presso il Tribunale di Roma, con decreto di archiviazione ormai definitivo, ha accolto l’istanza formulata dal Pubblico Ministero, archiviando così la posizione di alcuni soggetti che si erano avvicendati nel corso del tempo nella amministrazione di bookmaker non autorizzato ad operare in Italia, ai quali veniva contestato il reato di cui all’art.5 del decreto legislativo n.74/2000.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, in motivazione, ha accolto le tesi della difesa, rappresentata dall’avv. Marco Ripamonti, con Studio in Viterbo e Firenze, ed ha affermato come la complessità della normativa, involgente anche rapporti tra gli ordinamenti italiano ed austriaco, fosse tale da rendere applicabile l’art.15 del Decreto legislativo n.70/2000 (che dispone che al di fuori dei casi in cui la punibilità è esclusa a norma dell’art. 47, terzo comma, del codice penale, non danno luogo a fatti punibili ai sensi del presente decreto le violazioni di norme tributarie dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione) potendosi in tal modo escludere quantomeno l’elemento psicologico del reato. 

La vicenda si è così conclusa.

Articolo precedenteBetFlag da record, a giugno +6,75% e in due anni +310%
Articolo successivoCGS Brasil annuncia il suo prossimo iGaming Show a settembre nella città di Florianopolis