È passata in giudicato la Sentenza depositata il 25 Luglio 2022, con cui il Tribunale di Roma ha assolto con formula “il fatto non sussiste” il titolare di un centro scommesse che nel 2016 era collegato a bookmaker maltese, munito di licenza conferita a Malta, ma  privo di concessione italiana, difeso dall’avv. Marco Ripamonti, con studio in Viterbo e Firenze.

Il Tribunale ha accolto le tesi avanzate dalla difesa, che ha sostenuto la discriminazione dell’operatore maltese, che a seguito della prima procedura di regolarizzazione per emersione, aveva chiesto la riapertura dei termini della “sanatoria” alla Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) per esservi riammesso, senza però ottenere alcun risultato utile, non disponendo di un numero di centri operanti superiore alle cinquanta unità. Limite, questo, contestato dalla società maltese, poiché privo di alcuna connessione ad esigenze di ordine pubblico o di tutela dei consumatori. La difesa ha sostenuto, altresì, che la successiva carenza di un nuovo bando di gara nonostante i diversi anni decorsi dalle due procedure di regolarizzazione fosse tale da aggravare i profili discriminatori.

Il Tribunale, in accoglimento delle argomentazioni svolte, ha assolto l’imputato affermando che la società di riferimento fosse stata ingiustamente discriminata avendo richiesto e non avendo conseguito di essere ammessa alla seconda procedura di regolarizzazione per emersione. Decisivo, ai fini della decisione,  lo scambio epistolare tra la società maltese ed ADM.

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