Il Tribunale di Milano – nella causa R.G.N. 35871/2022 – ha proceduto a sospendere l’efficacia esecutiva di un’ordinanza ingiunzione irrogata da ADM – Ufficio dei Monopoli della Lombardia nei confronti di una sala scommesse difesa dallo studio legale Giacobbe Tariciotti Associati (il caso ha ad oggetto il divieto imposto dall’art. 24, comma 20, del D.L. 06.07.2011 n. 98, concernente la partecipazione ai giochi pubblici con vincita in denaro ai minori di anni diciotto).

Come noto, in tema di sanzioni amministrative ai sensi della L. n. 689/1981, l’ordinanza ingiunzione costituisce, ai sensi dell’art. 18 comma 5, titolo esecutivo, come ricorda il dott. Matteo Buffetti dello studio legale Giacobbe Tariciotti Associati.
La Suprema Corte di Cassazione, poi, ha più volte chiarito che l’ordinanza ingiunzione “è del tutto assimilabile, quanto alla natura e agli effetti, al decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo” (tra le tante, anche con sentenza a S.U. n. 23397/2016).
 
Tuttavia, in fase di opposizione, l’art. 5 del D. Lgs. n. 150/2011 concede all’autorità giudiziaria il potere discrezionale di sospendere l’efficacia esecutiva del provvedimento impugnato “quando ricorrono gravi e circostanziate ragioni esplicitamente indicate nella motivazione”.
 
In particolare, ecco quanto disposto dall’Autorità Giudiziaria all’interno della propria ordinanza: “In merito alla richiesta di sospensione del provvedimento impugnato, esaminata la documentazione prodotta, rilevato sussistente il pericolo imminente di un danno grave ed irreparabile, in ragione della documentazione allegata e della prolungata sospensione dell’attività inflitta con il provvedimento avversato, sospende l’efficacia esecutiva dell’ordinanza di ingiunzione […]”.

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