Il Tar Brescia interviene sulla diatriba tra una sala bingo di Bergamo e l’apertura di una nuova sede dei Testimoni di Geova nella medesima zona del territorio comunale. La sala bingo si era rivolta al Tribunale per annullare la deliberazione consiliare con la quale era stata approvata, in via definitiva, la variante al PGT (Piano di governo del territorio) che permetteva la realizzazione del nuovo luogo di culto nelle vicinanze dell’attività, con la conseguente impossibilità per la sala giochi di continuare a rispettare il distanziometro.

Il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso perché ha ritenuto non condivisibile la tesi della società che gestisce la sala bingo, secondo cui “l’anteriorità della sala giochi farebbe sorgere un diritto di prevenzione nei confronti di qualsiasi altro proprietario, e costituirebbe un’aspettativa opponibile anche all’amministrazione nelle successive modifiche della pianificazione urbanistica”. Nonostante il respingimento del ricorso, il Tribunale ha comunque chiarito quanto segue: “Una volta salvaguardata l’anteriorità anche giuridica della sala giochi rispetto alla previsione del PGT relativa al luogo di culto, occorre stabilire quale rapporto intercorra tra un’attività legittimamente insediata e la programmazione di un nuovo servizio potenzialmente confliggente.

La risposta, coerentemente con il principio di proporzionalità, è nel senso del minor aggravio per ciascuno degli interessi coinvolti. Si deve quindi escludere che l’attività già insediata ponga un vincolo alla pianificazione urbanistica, impedendo l’adeguamento dei servizi di interesse pubblico. Allo stesso tempo, però, si deve escludere che la nuova disciplina introdotta nello strumento urbanistico possa avere effetti immediatamente espulsivi, incidendo su aspettative economiche ormai consolidate;

in particolare, è vero che la pianificazione urbanistica si basa sulla fotografia dell’esistente (v. art. 8 comma 1 della LR 12/2005), ma la funzione programmatoria è estesa all’adeguamento dei servizi di interesse pubblico (v. art. 8 comma 2 e art. 9 comma 3 della LR 12/2005), avendo come riferimento l’intero territorio comunale. È su questa scala che le scelte pianificatorie devono trovare la propria giustificazione, e dunque non è necessaria una motivazione che tenga conto dei microproblemi di compatibilità con attività confliggenti insediate nelle vicinanze. Tali questioni dovranno essere affrontate in concreto, in via interpretativa, o, se la natura degli interessi lo consente, mediante accordi, nel momento in cui la scelta pianificatoria viene attuata;

tutto questo significa che la presenza di una sala giochi non impedisce di pianificare un luogo sensibile nel raggio di 500 metri, ma l’anteriorità della sala giochi mette la stessa al riparo dai vincoli e dai divieti connessi alla presenza del luogo sensibile, nei limiti della posizione economica già acquisita. Più precisamente, il luogo sensibile che viene realizzato vicino alla sala giochi non comporta l’applicazione dei divieti indicati nell’art. 5 della LR 8/2013, e di conseguenza non impedirà la prosecuzione o il rinnovo delle concessioni relative agli apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS, né l’attivazione di nuove concessioni per apparecchi dello stesso tipo, purché l’ordine di grandezza del fatturato non si discosti da quello attuale;

in definitiva, sono incise solo aspettative di mero fatto circa possibili sviluppi dell’attività di gioco oltre le dimensioni attuali. Questa situazione è paragonabile alle limitazioni che possono intervenire per qualsiasi altra attività imprenditoriale. L’insediamento storico non garantisce mai l’invarianza del contesto urbanistico, dove tutte le aspettative si diluiscono nella continua evoluzione della realtà sociale ed economica”.

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