Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania (Sezione Quarta), ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Ministero dell’Interno, Ufficio Territoriale del Governo Enna, Questura Enna, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento del Prefetto di Enna prot. n. 10362 del 4.3.2022, con il quale è stato respinto il ricorso gerarchico avverso il decreto del Questore della Provincia di Enna Cat.11.E/P.A.S.I./2021; del provvedimento del Questore di Enna Cat.11.E/P.A.S.I./2021, di rigetto dell’istanza della società “(…)” con sede in Barrafranca (EN) finalizzata ad ottenere la licenza ex art. 88 T.U.L.P.S. per l’esercizio di attività di raccolta scommesse.

Nell’ordinanza si legge: “”Ritenuto che ad un primo sommario esame della controversia, proprio della presente fase cautelare del giudizio, gli impugnati provvedimenti sfuggono alle censure sollevate, in quanto legittimamente adottati sulla base delle circostanze di fatto e di diritto in essi richiamate; ritenuto, infatti, che merita condivisione la tesi dell’amministrazione, che ha considerato circostanza ostativa al rilascio della licenza la mancanza della distanza minima prescritta dall’art. 6 della L.r. n. 24/2020 con riferimento ad alcuni soltanto degli ingressi delle due strutture individuate quali luoghi sensibili di cui all’articolo 1, commi 3 e 4, della medesima legge (uno dei due ingressi del cd. “poliambulatorio ” e due dei tre ingressi del campo sportivo); ritenuto che l’interpretazione più ampia del testo di legge che si è appena rassegnata risulta del tutto coerente con la ratio perseguita dal legislatore, che risiede nell’esigenza di ridurre i rischi di ludopatia (cfr. questa Sezione, 14 luglio 2021, n. 2311); ritenuto, pertanto, che non sussistono i presupposti per la concessione dell’invocata tutela cautelare; ritenuto che le spese della fase cautelare, da liquidarsi in dispositivo, debbano seguire, come di regola la soccombenza; il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania (Sezione Quarta), respinge la domanda di misure cautelari”.

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